Gli sguardi delle Donne alla Mediateca Santa Teresa di Brera

Gli sguardi delle Donne alla Mediateca Santa Teresa di Brera

Mediateca Santa Teresa di Brera

S’intitola Sguardi di Donne sulle Donne del Mediterraneo l’esposizione fotografica dell’Edizione Speciale di Mediterraneo: fotografie tra terra e mare, allestita presso la Mediateca Santa Teresa di Brera, inaugurata il 7 marzo. La Mediateca è uno dei tre poli, insieme alla Biblioteca Nazionale Braidense e alla Pinacoteca di Brera, costituenti il Museo di Brera, dunque un luogo di incontro e di dibattito, dedicato all’approfondimento della cultura dei nostri giorni.

Lo Cunto è l’Associazione di Promozione Sociale, senza scopo di lucro, che si è dedicata alla cura della mostra, sempre con l’obiettivo di far interagire le comunità umane e le culture provenienti da diversi Paesi. Infatti, attraverso iniziative culturali e sociali, grazie agli strumenti della fotografia e dell’arte, Lo Cunto si occupa di formare lo sguardo, appunto, sui temi più complessi che riguardano il Mediterraneo.

In particolar modo, quest’esposizione di sessanta immagini di Sguardi di Donne offre un orizzonte tutto al femminile incentrato sull’Italia e sui Balcani, un’attenzione rivolta dalle Donne alle Donne, appunto, con la capacità di indagare sia nell’attualità sia nell’animo umano, attraverso storie personali che diventano le storie di tutte (e di tutti) noi, una volta comprese fino in fondo. Eppure la comprensione, nell’arte del fotografare, non sembra bastare per la realizzazione di un buon progetto: ci vogliono degli elementi in più, in grado di stupire, quali la sensibilità, l’emozione, l’intuizione e, perché no, anche l’immedesimazione nei panni di chi si sta ritraendo.

O’ Pepp

Infatti, alle donne fotografate è stata donata, o ridonata a seconda dei casi, una dignità, un’umanità che era stata persa a causa di circostanze molto più forti di loro, quali la guerra, la violenza, la povertà (questo il tema implicito del servizio O’ Pepp, raffigurante una donna dal volto scavato, sempre lo stesso volto come fosse una testimone di una Storia invisibile), che avevano turbato così le loro vite in maniera indelebile. Nonostante il dolore, l’incertezza, la calamità naturale e la paura, le sei fotografe di questa rassegna sono riuscite a mettere in evidenza l’essenza delle protagoniste, il loro essere donne e il loro essere persone. Sono l’amore, la speranza e la possibilità di generare la vita, alla fine, i motori che guidano l’esistenza delle donne. Ognuna con la sua storia, il suo background alle spalle, eppure ognuna vicino all’altra per il messaggio portato.

In maniera molto chiara tutto ciò è curato da Eleonora Carlesi e da Mara Scampoli: l’una attraverso un reportage realizzato a Sarajevo, l’altra attraverso un servizio costruito a Srebrenica, in Bosnia-Erzegovina (l’immagine di copertina). Eleonora ha ammesso come dalla fotografia possa nascere, con spontaneità, un’amicizia sincera, che va al di là di ciò che è rappresentato. Amala, infatti, è la donna simbolo della sua ricerca, che, nonostante le violenze inaudite subite dai soldati serbi per la cosiddetta pulizia etnica durante la guerra, sta cercando di farsi forza. L’uso del colore, in questo caso, indica la possibilità di rinascere, come una rosa. Invece, l’uso del bianco e nero per la Scampoli è stato più che una scelta di stile: evidenzia il rispetto delle emozioni e dei diritti umani, riguardanti le donne che, dal 1995, con la guerra dell’Ex-Yugoslavia, hanno dovuto darsi reciproco sostegno, in una maniera corale, per così dire, a fronte del massacro avvenuto nei confronti dei loro uomini, trucidati senza pietà in massa. A fronte di quella pietas, al contrario, di quella compostezza che le donne velate, sotto il sole cocente, ancora mostrano.

Ma le donne sono anche presenti per assenza: Chairs è il progetto fotografico realizzato da Daniela Bazzani che mette in luce un luogo dove le donne che hanno subito violenza possano sentirsi benvenute, accolte e finalmente ascoltate. Infatti, gli scatti mostrano le sale colloqui dei centri anti-violenza dell’Emilia Romagna per sottolineare il dialogo utile al processo di assistenza, che riporti quindi le donne maltrattate a una graduale normalità. E in fondo, le poltrone, le sedie, i tavoli raffigurati dovrebbero proprio essere il simbolo dell’invito, come si fa comunemente con i propri amici ospitati a casa: si offre loro un caffè e seduti comodamente si parla indisturbati per ore. In questo caso specifico, però, è il silenzio a parlare.

Altrettanto curiosa è la ricerca di Elena Franco dal titolo Dare la vita, incentrata sul tema delle donne morte di parto, prevalentemente nei paesi in via di sviluppo, e purtroppo ancora oggi il tasso di mortalità è veramente alto, da stupire. Le immagini, tratte da un archivio di fine Ottocento, ritraggono i volti di bambini, il frutto del futuro, che non sorridono però, (ancora una volta le donne presenti in absentia), perché rimasti orfani (anche se le fotografie scelte, ritagliate con una tecnica apposita, hanno solo fine esemplificativo, in quanto non si conosce la loro provenienza).

Earth quake – Heart quake

Tutto l’allestimento di Sguardi di Donne si potrebbe riassumere con l’espressione «La terra trema, il cuore trema», titolo, tra l’altro, dell’esposizione realizzata da Antonella Monzoni a seguito del terremoto in Emilia. Infatti, tutte le donne ritratte, per i motivi più diversi, per un certo periodo della loro vita hanno perso l’equilibrio. Il loro cuore tremava sicuramente, se non anche la terra sotto i loro piedi. Almeno parzialmente è stata la fotografia a restituire la comunicazione, a restituire il legame con il mondo esterno e con la loro interiorità danneggiata.

Sguardi di Donne sulle Donne del Mediterraneo – Edizione Speciale di Mediterraneo: fotografie tra terra e mare
Organizzazione di Lo Cunto APS e a cura di Patrizia Varone
Mediateca Santa Teresa di Brera – via della Moscova, 28 (Milano)
Dal 7 al 24 marzo (ingresso gratuito)

Fotografe: Daniela Bazzani (Chairs), Iole Capasso (O’ Pepp), Eleonora Carlesi (Una rosa a Sarajevo), Elena Franco (Dare la vita), Antonella Monzoni (Earth Quake – Heart Quake) , Mara Scampoli (Women of Srebrenica)

Mediateca Santa Teresa di BreraMostra FotograficaSguardi di Donne sulle Donne del Mediterraneo
Comments (0)
Add Comment