DonneNoir – Il segreto di Mr Willer, di Chicca Maralfa

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Intendiamoci, che la luna abbia un lato buio è tutt’altro che una novità. E nemmeno il fatto che metta questo lato buio su carta. Non solo zia Agatha, non solo tutta una serie di figure da Kathy Reichs a Patricia Highsmith, non solo la signora Fletcher: non dimentichiamo Mary Shelley, ma neppure Louisa May Alcott che a fianco di Piccole Donne scrisse anche Piccole Donne Uccidono. Il piccolo excursus storico-letterario, per forza di cose parziale, non sarebbe neppure necessario, ché è innegabile che la piena equiparazione uomo-donna passa anche attraverso il riconoscimento della parte nera del cuore delle donne, più che attraverso le quote rosa. Siamo, per ora, a livello di riconoscimento di un fenomeno, ossia l’enorme parte, o fetta di mercato se vogliamo, che è occupata da autrici donne (e scusate la tautologia) nel genere giallo-noir. Vero progresso si avrà quando il fenomeno non sarà più tale, ovviamente; ma per il momento così è, e pertanto ce ne occupiamo. Il segreto di Mr Willer è un ottimo inizio per occuparsi delle DonneNoir, anche se generare l’attesa di un Noir per l’opera seconda (dal punto di vista romanzesco) della giornalista e scrittrice Chicca Maralfa pubblicata lodevolmente da Les Flaneurs Edizioni è leggermente fuorviante.

Un selfie decisamente noir per l’autrice

Sicuramente più di un giallo, rispetto al quale ha decisamente un altro passo, da un punto di vista tecnico è apparentemente noir al principio, ma successivamente vira con l’assunzione del punto di vista dell’investigatore; abbiamo trovato il termine hard-boiled, anche, per Il segreto di Mr Willer, ma ci pare il frutto di un insano desiderio di classificazione che semplifica la comprensione di un testo articolato e complesso me appassionante e scorrevole – cose che difficilmente vanno di pari passo. Forse, e chiudiamo la questione, la storia di Mr Willer è un thriller psicologico che ha in sé delle sacche di crudezza narrativa notevoli. D’altronde, non può essere diversamente, se pensiamo che il protagonista è appunto Mr Willer, conduttore di successo di un’importante trasmissione streaming, Babilonia: titolo che dice tutto, perché il limite del format è quello di non avere limiti. Mr Willer è feroce, ha posizioni nette ed estreme e non fa nulla per nasconderle, vivendo anzi sulla provocazione che scateni negli ascoltatori, specie se collegati  in diretta, reazioni violente e inconsulte. Esiste un precedente culturale per questa situazione, ed è Talk Radio di Oliver Stone: ma serve, soprattutto a noi boomer, ad avere volendo un riferimento visivo nello straordinario Eric Bogosian nella parte di Mr Willer (a proposito, il romanzo è pronto per la sceneggiatura: orsù, portiamolo sullo schermo, grande o piccolo che sia). Quando la tua mission aziendale è suscitare costantemente il lato peggiore delle persone, e la tua vita privata è improntata ad una rutilante e spregiudicata vita sessuale, anche qui alla ricerca del limite, è evidente che la tua vita è in molti sensi costantemente a rischio: ma che Mr Willer sia insultante e promiscuo non è un segreto, e le indagini sulla sua allegorica fine dovranno tenerne conto. Nulla possiamo dire di più senza guastare la lettura, limitatamente alla trama che comporta pur sempre la ricerca del binomio segreti & colpevoli. Possiamo però dire che Chicca Maralfa riesce a gestire diverse boiled potatoes (ok, il termine non esiste, nella giallistica…): prima fra tutte, una narrazione che si svolge quasi interamente dal punto di vista maschile, e nel caso di Willer di un maschile sostanzialmente misogino; da qui, la capacità di gestire il lato hard degli avvenimenti senza mai scadere nella scena bollente gratuita; in terzo luogo, quella di contestualizzare al presente cogliendo le maggiori e più contraddittorie istanze della società italiana attuale declinate al loro peggio, pervasa di polemiche no-vax, naziveganismo, omofobia, pandemia, no mask, sessismo e intolleranza assortita. Il tutto, e già non sarebbe poco, con una scrittura moderna anche in senso terminologico, senza scadere nell’inglesismo gratuito ma senza rifuggirne qualora necessario e funzionale. Aiutato dall’ambientazione in una trasmissione streaming, il libro gode anche di una colonna sonora, che rispecchia la passione dell’autrice per il rock e la produzione musicale indipendente: addirittura, Il segreto di Mr Willer ha una sua playlist che è possibile ascoltare tramite apposito Qr Code. Ma manca ancora un tassello, al ritratto di questo romanzo, di questo segreto di Mr Willer costruito come un ben congegnato puzzle: ed è la densità dell’introspezione psicologica di tutti i personaggi principali, che sono almeno quattro (Willer, l’investigatore Roberto Natali e due gemelle…), delle interazioni di queste figure e delle motivazioni profonde del loro agire. È il ritratto di una classe sociale medio-alta, la guida delle società, il sistema nervoso di una nazione: che si scopre piano piano luogo di disorientamento e perdita di valori, in cui la famiglia è il primo luogo di violenza e disgregazione della personalità individuale, fonte di traumi non superabili, dove tutti gli affetti ritratti finiscono per essere, in un modo o nell’altro, bruciati. Quello ritratto da Maralfa, insomma, è un mondo italico senza punti di riferimento, dove anche gli innocenti hanno colpe, e sono colpe pesanti e non emendabili.

Le menzogne sono come le onde concentriche provocate da un sasso lanciato nell’acqua. Si propagano, facendosi sempre più ampie. Essere capaci di dirle, per alcuni non è un vizio ma una virtù: ci si scopre scaltri e intelligenti

Tutto ciò considerato, vogliamo concludere dicendo che, a nostro modesto e non richiesto parere, l’autrice Chicca Maralfa è più che pronta per un salto di qualità anche quantitativo e quindi gestire un maxithriller dalla “trama inestricabile” alla J.D., e ci poniamo in paziente attesa della sua prossima prova.

Ah, e “Mr Willer” è proprio quel che sembra: un riferimento a quel Willer che è nell’immaginario di almeno una generazione: anche questo ha un risvolto psicologico importante – una chicca, se ci consentite il gioco di parole.

1 2 5 fuzztones – YouTube

 

Vieri Peroncini per MifacciodiCultura

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