L’Italia, Astra Zeneca e i vaccini: dura lex, non bullismo

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Leggiamo che avremmo “fatto bene a sequestrare 250mila dosi di vaccino AstraZeneca dirette in Australia”. Il motivo risiederebbe nel fatto che l’azienda produttrice è (sarebbe) inadempiente contrattualmente verso di noi, e quindi che spedisca dosi di vaccino ad altri acquirenti sarebbe “francamente, irricevibile”. Il concetto di questi post è formidabile: “abbiamo fatto bene, perché loro sono inadempienti”, potere giudiziario ed esecutivo all-in-one.

La legge del più forte, o almeno quella di chi, momentaneamente, ha il coltello dalla parte del manico, poco importa se non parliamo di “volevo un gatto nero, mi hai dato un gatto bianco” ma di uno Stato che fa finta di essere civile e democratico e di una multinazionale del farmaco.

Risolviamo così, baruffa chiozzotta style: gne gne gne è stato detto, da Draghi, ad Astra Zeneca? Chi la fa l’aspetti? Chi lo dice sa di esserlo? E fin qua andrebbe di lusso, perché il tenore della politica italiana attuale è proprio questo. Ciò che veramente manda nel panico chiunque abbia due-nozioni-due di democrazia è che politici, giornalisti e financo personaggi singolari metà giornalisti e metà politici, praticamente creature mitologiche, si ergano a difensori della giustizia privata in ambito internazionale. Perché ricordatevelo, farvi giustizia da soli non si fa (cosa avete guardato a fare tutte le serie tv, da Colombo alla signora Fletcher?), a meno che non siate uno Stato dell’Unione Europea. Per tutti gli altri, ci sono le trafile, le prassi, i Comma 22 e i lasciapassare A-38. Fare causa, pagare avvocati, attendere gradi di giudizio, scoprire cavilli: via, via, noi siamo l’Italia e voi non siete nemmeno quello che diceva il marchese del Grillo. Intendiamoci, stante il modo in cui ci è stata raccontata la vicenda è altamente probabile che l’Italia abbia pure ragione; anzi, in molti aspettavamo il momento in cui alla razza umana sarebbe stato possibile agire non secondo ciò che è prassi o convenienza, ma secondo Giustizia. Tutto quello che ci aspettiamo ora è che questo metodo venga applicato sempre e a tutti i livelli, da Patrick Zaki a qualsiasi altra cosa vi venga in testa, perché quello che è veramente irricevibile è che ci si possa ergere (in nome di un bell’articolo, qualche post accattivante e un meme figo) a Giusti Tra Gli Uomini ad intermittenza.

In caso contrario, non è giustizia ma la solita buona vecchia convenienza; non posizione politica ma bullismo. Però, lo ammettiamo, bullismo di alto livello.

 

Vieri Peroncini per MifacciodiCultura

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