Carlo Goldoni, creatore della Commedia

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6017Carlo Goldoni (Venezia, 25 febbraio 1707 – Parigi, 6 febbraio 1793) fu drammaturgo e scrittore del Settecento, padre della Commedia nonché uomo illuminato per l’immagine che egli diede, seppur inconsapevolmente, della donna.
Quello in cui egli visse, il Settecento, fu il secolo in cui gli intellettuali, appunto, illuministi si esposero portando avanti le loro battaglie per l’affermazione dell’uomo come persona, con tutto ciò che ne consegue l’utilizzo di questo vocabolo. Soprattutto siamo nel secolo in cui coraggiose donne fecero il primo passo di un lungo e tortuoso percorso: quello dell’emancipazione femminile.
Libertà e importanti conquiste da un lato, un lavoro costrittivo e sotto retribuito dall’altro che costringeva le donne a sopportare condizioni disumane: queste le contraddizioni di un secolo, potremmo dire, molto complesso.

È proprio nel quadro storico-sociale del Settecento che si inserisce la riforma della Commedia dell’Arte apportata da Carlo Goldoni, il quale (nel modo in cui desiderereste facesse ogni uomo) si fa perdonare quella prima satira scritta contro le donne di Paia. Egli riesce in quello che propriamente non era il suo intento ma che svolge al meglio grazie ad un’acuta descrizione, soprattutto psicologica, dei personaggi femminili delle sue commedie. Personaggi nei quali, sono certa, le lettrici potranno riconoscersi: sono donne borghesi, intelligenti, scaltre, che utilizzano bene le loro intellettuali armi seduttive ad essere protagoniste delle opere del nostro Goldoni.

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Marco Messeri e Debora Caprioglio in teatro ne “La donna di garbo”

Vogliamo guidarvi nella scoperta dei personaggi goldoniani e attraverso di loro nella scoperta di voi stessi, affinché tutti possano sentire Goldoni come proprio. Chi, infatti, non si rivede in Rosaura (La donna di garbo), ragazza sedotta e abbandonata da Florindo, giovanotto dell’alta borghesia, che tuttavia non si perde d’animo e convinta a voler rivendicare la propria dignità si fa assumere come serva a casa sua. Rosaura attraverso i suoi meriti culturali e i suoi valori riesce a guadagnare la stima di tutti in famiglia, a costringere Florindo ad ammettere le sue colpe e a sposarla. Questa donna è esempio di coraggio e intraprendenza: quante volte avremmo voluto essere come lei per riappropriarci della nostra dignità di fronte ad un uomo che non ci merita? E ancora, è doveroso ricordare la commedia goldoniana La putta onoratnella quale Bettina, puta da ben, è una donna di basso rango ma di alto prestigio morale, che vive assieme alla sorella e a Pantalone, dal quale spera di ottenere la dote per poter sposare il suo amato. La giovane, corteggiata da una grande varietà di uomini (anche di un certo spessore sociale), si ritroverà a mantenere salda la sua integrità morale e a rifiutare molti di questi pretendenti per rimanere fedele al suo unico amore e soprattutto a se stessa. Di uno di questi barbari signori resterà prigioniera e ad aiutarla sarà un’altra donna (la moglie del pretendente) facendo emergere quello che è un altro importante valore: la solidarietà femminile.

È così che i personaggi goldoniani risultano incredibilmente attuali. È così che Goldoni ci propone una concezione della donna che è oggi, in parte, andata perduta, ma ci ricorda anche che la vera seduzione è intellettuale e che la chiave per “conquistare il mondo” da donne alla pari, è la cultura.

Claudia Rivizzigno per MIfacciodiCultura

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