“The end of the tour”: 5 giorni insieme a David Foster Wallace

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Non apri un libro di mille pagine perché hai sentito che l’autore è un uomo normale, lo fai perché è geniale.

140214_frontThe end of the tour di James Ponsoldt, film tratto dalle pagine dal libro Come diventare se stessi di David Lipsky, racconta la storia di un incontro, per la precisione un incontro tra due scrittori. Il giovane ed ambizioso giornalista di Rolling Stones David Lipksy, interpretato da un capace Jesse Eisenberg, e il geniale e malinconico scrittore David Foster Wallace interpretato in maniera indubbiamente convincente da Jason Segel.

«Un curioso faccia a faccia, più umano che letterario» durato cinque giorni. Perché cinque giorni?

Perché per cinque giorni, David Lipsky, romanziere e giornalista, ha seguito David Foster Wallace nel tour promozionale di Infinite Jest, con l’obiettivo di intervistarlo per la rivista Rolling Stone. La “rockstar della letteratura americana” e il giornalista, pur non conoscendosi, imparano a farlo intraprendendo un viaggio in cui capiranno che hanno qualcosa in comune: entrambi stanno cercando di capire qual è il loro vero posto nella vita.

Inverno 1996 e la passione in comune per la scrittura, i gusti altamente affini, e un incontro occasionale che si trasforma in una intensa, inedita e curiosa intervista. Due uomini diversi ma uniti dalla passione per la scrittura, il cinema, le ragazze e un’asocialità condivisa.

the-end-of-the-tourIl film di Ponsoldt è tratto dalla pagine del libro che racconta un’inedita intervista-fiume che nasce dalle lunghe registrazioni delle altrettanto interminabili chiacchierate dei due.
Un incontro casuale, che fa scattare la giusta alchimia e trasforma un’intervista dettata dal lavoro, in un faccia a faccia più umano che lavorativo. Dopo cinque giorni di viaggio insieme, decine di sigarette, birre, film, cibi-spazzatura e lunghe chiacchierate i due protagonisti non si incontreranno mai più.

Cosa succederà all’intervista? Non sarà mai pubblicata. Solo 10 anni dopo, Lipsky riprenderà in mano le lunghe registrazioni e le trasformerà in un libro: Come diventare se stessi.

Cosa succederà al sociopatico genio della letteratura americana? Sceglierà di fuggire dai suoi tormenti suicidandosi nel 2008.

Un film onesto, per niente rassicurante, che mette in scena un curioso testa a testa, in cui i due David si misurano reciprocamente in una dialettica che valica le figure professionali di letterato e giornalista, lasciando spazio all’uomo, ai suoi difetti, alle sue profondità e al suo genio alternando situazioni di odio e amore sui sedili anteriori di un auto.

Credo che se c’è una sorta di tristezza nelle persone sotto i 45, è qualcosa che ha a che fare con il piacere, il successo e l’intrattenimento. È come un vuoto nel cuore di quello che pensavano accadesse.

Claudia Sogus per MIfacciodiCultura

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