Vanessa Incontrada: splendida come una Venere di Rubens

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Le tre Grazie, Rubens, 1630 – 1635

Vanessa Incontrada è la nuova musa di Dolce & Gabbana. Appare nelle foto della nuova collezione curvy dei due stilisti italiani come in una tela di Rubens, con questa bellezza morbida e la chioma rosso Tiziano. Sicuramente lontano dallo stereotipo della donna contemporanea tutta linea e poco curva, la decisione di rendere Vanessa Incontrada icona della femminilità è stata una mossa più che azzeccata, a dimostrazione che gli abiti, anche quelli più costosi, sono alla portata di tutte le donne al di là della taglia che indossano. E la conduttrice televisiva, espressione della body positivity, veicola un messaggio fondamentale legato all’accettazione di sé senza preoccuparsi dei pregiudizi e delle critiche negative, fatte solo per dare fiato alla bocca.
Questi scatti sono delle vere e proprie opere d’arte che vanno a ricreare alcune delle tele dell’artista barocco Pieter Paul Rubens, la cui pittura è ricordata in special modo per i numerosi nudi femminili, molto diversi da quelli rinascimentali, che avevano imposto al corpo umano la compattezza ideale della sfera e del cilindro. Le donne di Rubens sono reali: la loro bellezza risiede nella verità dei loro corpi. Egli volle scegliere modelle sempre assai morbide o addirittura in sovrappeso, sicuramente lontane dai nostri canoni estetici attuali. Senza dubbio Rubens volle rendere omaggio alle donne “normali”, di cui celebrò una bellezza fisica genuina, a ribadire il concetto che una donna può essere seducente e attraente nonostante le forme morbide (che oggi si tendono a far sparire dalle foto, come se avere le maniglie dell’amore fosse un crimine!), anzi, magari proprio per quelle. I fisici più lineari si spostano così nel “lato non dipinto della tela”, sfuggendo agli occhi del pittore e dello spettatore: non c’è spazio per loro in quest’epoca; hanno trovato ospitalità nell’arte medievale e la ritroveranno nel Novecento. Contemporaneità in cui gli specchi riflettono ciò che dovresti essere, facendoti dimenticare irrimediabilmente chi sei.

Helena Fourment, Rubens, 1638

In una società, quella odierna, ossessionata dall’apparire e dall’aspetto fisico, le donne tendono a sentirsi per lo più inadeguate e vivono il proprio corpo come un “errore”. La decisione di Dolce & Gabbana di ridare risalto alla femminilità più pura affidandosi alla sinuosità provocante di Vanessa Incontrada è stato forse un azzardo, ma se così fosse, sicuramente vincente! Il corpo della conduttrice diventa così un messaggio per tutte le donne e gli uomini, per affrontare, capire e celebrare un nuovo tipo di bellezza, di sicuro più inclusiva. Anche un marchio tradizionale della moda decide così di fare comunicazione sulle taglie grandi (che già produceva) aiutando in questo modo a superare molti stereotipi sulla bellezza femminile.

Non è quindi un caso se Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno scelto per rappresentare questa svolta Vanessa Incontrada, il personaggio che più di tutti ha contribuito alla battaglia per l’accettazione del proprio corpo e dei suoi cambiamenti. L’attrice e presentatrice si è trovata ad essere la paladina dell’accettazione suo malgrado, quando in seguito alla gravidanza non ha accettato di dimagrire per rientrare nei canoni di bellezza. Malgrado gli attacchi sul lavoro, Vanessa ha iniziato un lungo percorso di accettazione, prima con sé stessa e poi con l’ambiente dello spettacolo.

Perché la bellezza non è una taglia, ma uno stato dell’anima e ampliare le taglie dei capi è un tributo di Dolce&Gabbana alle donne, alle forme del corpo femminile, e alla bellezza nella sua totalità.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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