Il film sulla vita di Egon Schiele, 28 anni tra erotismo e morte

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Il film Egon Schiele: Tod und Maedchen (La morte e la fanciulla), diretto da Dieter Berner, è uscito nelle sale italiane nel 2017, distribuito dalla Draka Distribution di Corrado Azzolini. Con gli attori Noah Saavedra (Schiele), Maresi Riegner (Gerti Schiele) e Valerie Pachner (Wally Neuzil), ripercorre magistralmente (con una cura per i dettagli estetici e i riferimenti alle opere d’arte) le tappe principali che hanno costituito la breve ma intensa vita del pittore austriaco, che morì a soli 28 anni lasciando 340 dipinti e 2800 acquerelli e disegni.

Gustav Klimt e Egon Schiele
Schiele e la sorella Gerti

La storia prende avvio con la morte precoce del padre e l’affidamento di Schiele e della sorella Gerti alla madre e allo zio paterno Leopold. Quest’ultimo riconosce subito l’abilità del nipote, tanto da iscriverlo all’Accademia di Belle Arti. “Sfortunatamente” per lui, Schiele non apprezza lo stile che vi si respira, gretto, meramente ispirato agli antichi e del tutto ostile a qualunque spirito innovativo, e decide di andarsene dopo poco. Nel 1907, il giovane Schiele conosce al Cafè Museum di Vienna il maestro Gustav Klimt e ne diviene il pupillo, insieme a Oskar Kokoschka. Grazie al sostegno del maestro, potrà esporre alla Wiener Werkstätte, fino ad arrivare, nel 1909, a fondare autonomamente il Neukunstgruppe, il cui obiettivo è radunare:

 quegli artisti in grado di saper creare i propri fondamenti artistici, senza utilizzare tutto il patrimonio del passato e della tradizione 

Egon Schiele e Wally Neuzil
Wally Neuzil

Con la sua sensibilità e la visione innovativa dei paesaggi naturali e delle figure umane, ritratte fedelmente con il loro grado di angoscia e cruda fascinazione, Schiele sconvolge Vienna, e non solo. Il film racconta anche le donne poliedricamente espressioniste che rimasero avvinghiate all’umore di Schiele: dalla sorella Gerti che mai lo abbandonerà alla modella MOA, incontrata in un ricco postribolo, fino al grande amore Wally Neuzil e a Edith Harms, l’ultima musa nonchè moglie dell’artista. Ognuna personifica, a suo modo, l’unione inscindibile tra tempo, erotismo e morte, la costante della vita di Egon Schiele, che si spegnerà a soli 28 anni nel 1918 (come Klimt e Wagner) per colpa dell’influenza spagnola.

Isabella Garanzini per MIfaccioriCultura

3 Commenti
  1. Ines dice

    ma dove lo si può vedere?

    1. Isabella dice

      Era su Amazon Prime fino alla settimana scorsa, ora pare l’abbiano momentaneamente tolto…. Puoi comunque optare per il DVD, è sicuramente un film che merita e potresti rivederlo quando vuoi senza dipendere dalle piattaforme che mettono e tolgono i film continuamente.

    2. CLAUDIO dice

      E’ in programmazione lunedì 30/11 su Sky Arte, canale Sky 120.
      Grazie Isabella per la recensione, lo guarderò sicuramente 🙂

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