Balzac e la piccola sarta cinese: un libro può cambiare un’esistenza

La potenza delle piccole storie per apprezzare il mondo

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“Com’era Balzac?”

“Incredibile. Mi sembra che il mondo sia cambiato. Le stelle, la luce, i suoni, niente è più lo stesso”

“Poi prestamelo, lo devo leggere alla piccola sarta. Voglio farle conoscere tutto del mondo”

Dai Sijie dirige magistralmente il film Balzac e la piccola sarta cinese, basato sull’omonimo libro pubblicato sempre da Sijie nel 2001, un gran successo tradotto in 26 lingue, incluso il cinese (in Italia è edito da Adelphi). La storia prende avvio con due ragazzi: il protagonista, abile nel suonare il violino, e l’amico Luo, figlio di un dentista conosciuto (e odiato) per essersi permesso di prendere in giro Mao Tse Tung. Entrambi giungono nella provincia di Sichuan, dove sorge la Montagna della Fenice, per completare un periodo di addestramento e faticoso lavoro manuale. Così prevedevano le usanze dell’epoca (anni ’70) per i rampolli figli di persone abbienti, che già sapevano leggere e scrivere ma mai avevano sperimentato la vita rude dei contadini.

Dai Sijie, “Balzac. Piccola sarta cinese” edito da Adelphi

Il protagonista e Luo s’invaghiscono, ognuno a proprio modo, della piccola sarta del paese: è molto graziosa e sveglia ma totalmente ignorante, come tutti quelli intorno a lei. Ma con una differenza: la piccola sarta è convinta che «i libri possano cambiare un’esistenza», anche se non sa come. I due ragazzi rubano una valigia con dei romanzi proibiti dal regime e, segretamente nella “grotta dei libri”, divorano tutte le grandi storie (di Balzac a Stendhal a Gogol’, Kipling e Dostoevskij fino al Sogno del padiglione rosso scritto in cinese classico). Nel mentre, la piccola sarta strabuzza gli occhi, li ascolta e impara.

Una scena tratta dal film “Balzac e la piccola sarta cinese”, disponibile su Amazon Prime Video

Luo: “Questa storia inizia nel porto di Marsiglia”
Nonno della piccola sarta: “E dov’è Marsiglia?”
Luo: “In Francia, molto lontano da qui”
Nonno della piccola sarta: “E perché vai così lontano? Racconta una storia cinese, di fantasmi, di briganti. Io non mi stanco mai di queste storie”

Una scena tratta dal film “Balzac e la piccola sarta cinese”, disponibile su Amazon Prime Video

Una notte, il nonno della piccola sarta ascolta casualmente una storia. Da quel momento anch’egli, come la nipote, rimane suggestionato dal fascino atemporale delle grandi avventure, al punto che trasporrà i dettagli che più lo hanno colpito nella sua vita (facendo lui di mestiere il sarto, inizierà a ricamare ancore e scene marine blu, bianche e rosse), mentre la piccola sarta imparerà a far sue quelle affascinanti stranezze, al punto da comprendere che i grandi insegnamenti non hanno tempo e luogo, ma semplicemente nascono in un contesto per poi ritornare attuali in ogni epoca e luogo a venire. Penetrando dentro le righe, alla fine sarà difficile, per la piccola sarta, capire quale autore l’abbia veramente mi ha cambiata. Chi ha avuto ragione più degli altri? E’ stato forse Balzac, Stendhal, Luo oppure lei stessa, che a suo modo ha appreso una lezione da tutti e l’ha rielaborata con la sua unica e inimitabile voce?

Balzac mi ha fatto capire una cosa: che la bellezza di una donna è un tesoro inestimabile (La piccola sarta cinese)

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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