John Keats, il poeta e… “il nome scritto sull’acqua”

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Il poeta ritratto da William Hilton

John Keats è stato uno dei poeti inglesi più affascinanti dell’epoca romantica. Nato il 31 ottobre 1795 a Londra, morì all’età di soli venticinque anni il 23 febbraio 1821, durante un viaggio a Roma, gravemente ammalato ormai da parecchi mesi di tubercolosi. Sulla sua tomba, appunto nella Capitale italiana, non volle nemmeno il proprio nome, ma soltanto quest’epitaffio memorabile: “Qui giace un uomo il cui nome fu scritto nell’acqua“.

Durante la sua breve esistenza la poesia fu il motore della sua stessa vita, la linfa che gli permise di lottare contro la salute precaria e contro le paure del mondo. Keats si dedicò alla parola poetica sin da adolescente (dopo essere rimasto orfano di entrambi i genitori) nonostante avesse intrapreso anche studi scientifici, e la sua prima opera pubblicata fu Poems, nel 1817, affermando la sua predisposizione per le sensazioni e la sua ispirazione dalla scuola poetica naturalista di Wordsworth, autore che – insieme a Samuel Taylor Coleridge – è considerato l’iniziatore del romanticismo in Inghilterra in ambito artistico-letterario. Non casualmente, secondo Wordsworth la poesia si origina a partire da uno stato di calma e di tranquillità, quando alla memoria riaffiora il ricordo di un’intensa emozione passata. Nel 1818 John Keats pubblicò il poema Endymion, in cui, oltre al potere suggestivo delle parole, si trova il potere suggestivo delle immagini mitiche, visto l’amore del poeta per l’Antica Grecia. Poiché questo poema non soddisfece abbastanza Keats, poco prima di morire ne scrisse un altro, intitolato Hyperion, che però rimase incompiuto.

Una poesia deve essere compresa attraverso i sensi: o scopo di tuffarsi in un lago non è di nuotare immediatamente a riva, ma restare nel lago, assaporare la sensazione dell’acqua. Non si comprende il lago, è un’esperienza al di là del pensiero. La poesia lenisce l’animo e lo incita al mistero.

Una scena di “Bright Star”, il film ispirato alla vita di Keats

La vita di John Keats non sarebbe stata la stessa se, accanto alla poesia, non ci fosse stato l’amore. Un amore che il poeta ha provato in maniera autentica e particolare, e che ha riposto in una donna: Fanny Brawne. Una giovane e affascinante fanciulla, una sarta, una vicina di casa, in quelle campagne intorno a Londra. Il poeta la idealizzò per tutto il tempo che si frequentarono, una frequentazione pura e timida quanto intensa e fervente. Keats diceva di amare la bellezza in tutte le sue forme, era il principio stesso ad animarlo, eppure non poteva fare a meno di provare malinconia. Ed evidentemente Fanny richiamava tutto questo, per essere una creatura luminosa agli occhi di Keats uomo e di Keats poeta. In una lettera datata luglio 1819, le scrisse:

Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo solo tre giorni d’estate, tre giorni così con te li riempirei di tali delizie che cinquant’anni di vita normale non varrebbero a contenere.

Ritratto realizzato da Joseph Severn

Nel film del 2009 di Jane Campion intitolato Bright Star, con Ben Whishaw e Abbie Cornish, la relazione tra i due copre un arco di soli tre anni, gli ultimi tre della vita del poeta, tra una crisi di salute e l’altra, fino alla morte. Il loro amore pare necessario, è la forza della poesia che lo rende tale, eppure così debole e suscettibile a tratti. Amare per Keats significa dare tutto sé stesso eppure non averne abbastanza, significa raggiungere la sommità del desiderio eppure continuare a soffrire. Voleva vivere intensamente come una farfalla, per così poco tempo, ma il necessario per cui lasciasse un segno, che splendesse come la sua fulgida stella.

In ultimis, per concludere questa breve panoramica su John Keats, vi sono alcuni versi – tratti da Ode ad un’urna greca – che meritano di essere citati per il fatto che riescano a riassumere in modo assolutamente efficace il senso della vita del poeta, ciò per cui si spese. E questo perché si nasconde semplicemente in una formula: rendere immortali delle parole (e dei significati) che sopravviveranno più dei nostri corpi.

Beauty is truth, truth beauty / that is all ye know on earth / and all ye need to know.

Bellezza è verità, verità bellezza / che è tutto quanto sapete sulla Terra / e tutto quanto avete bisogno di sapere.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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