Il “Cuore” patriota di Edmondo De Amicis

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img16-9Il 18 ottobre 1886 viene pubblicato Cuore di Edmondo De Amicis (Oneglia, 21 ottobre 1846 – Bordighera, 11 marzo 1908), uno dei libri per bambini più apprezzati della letteratura italiana. Edito da Treves, il libro in questi 130 anni ha riscosso moltissimo successo, venendo amato anche dal pubblico adulto. Il romanzo è portavoce di una esigenza d’unione sociale e celebrazione dei valori nazionale, patriottici.

Gli eventi narrati si sviluppano nella neonata Italia Umbertina, più precisamente dal 17 ottobre del 1881 al 10 luglio del 1882. Enrico Bottini, bambino di terza elementare, è il narratore implicito della vicenda e il manoscritto assume le forme di un diario, di un epistolario e di un romanzo vero e proprio. I capitoli sono suddivisi per mesi scolastici ed in ognuno vengono narrate storie con protagonisti diversi, ma tutti accomunati da un chiaro intento didascalico e pedagogico. A questi “racconti mensili” si alternano le lettere dei genitori del giovane Enrico e le sue avventure, registrate dal maestro della scuola elementare.

Cuore ha un chiaro intento sociale, persegue lo scopo di insegnare le virtù civili ai cittadini del regno. «Abbiamo fatto l’Italia, si tratta adesso di fare gli Italiani»: De Amicis risponde a questa nuova esigenza collettiva, promuovendo sì nuovi ideali di coesione ma da una prospettiva prettamente borghese, infatti quella di Enrico, che è solo una figura secondaria, si limita a prendere nota degli eventi. Perché se in Cuore sono forti i sentimenti di fratellanza e carità, allo stesso tempo non c’è alcuna possibilità di rivalsa sociale da parte dei ceti più bassi della società. L’assetto sociale non deve essere stravolto e capovolto.

libro-cuore_de-amicis-1Il romanzo rappresenta un quadro variegato dell’Italia post Unitaria: i protagonisti dei racconti proventino da diverse parti della penisola e appartengono a diverse classi sociali. In Cuore i personaggi vengono usati come exemplum per le diverse categorie, per mostrarne i pregi e i difetti grazie a cui si distinguono gli uni dagli altri. L’esempio più lampante è forse rappresentato da Derossi, compagno di classe di Enrico, che incarna tutti gli ideali positivi della borghesia medio-alta,  descritto come un ragazzino intelligente e di bell’aspetto, studioso e di buon carattere, sempre gentile con i bambini più sfortunati di lui. Importante è anche la figura del Maestro, animato da spirito di dedizione alla patria, sacrificio e abnegazione, è un personaggio totalmente positivo che arriva e immolare se stesso per il bene dei suoi alunni.

img14-9Quello di De Amicis è un umanitarismo paternalista, mosso dall’intento pedagogico di trasmettere i valori risorgimentali tra cui l’amore per la patria, incarnato dal regio esercito e dal monarca, il rispetto per i genitori e l’autorità, eroismo e spirito di sacrificio, pietà e sopportazione stoica delle disgrazie. La scuola è il luogo ideale dove formare questi nuovi cittadini, uomini consapevoli del proprio ruolo sociale e disponibili alla rinuncia per il benessere della collettività. Se Cuore si prefigge d’essere da esempio, ha uno scopo didattico, di formazione, deve essere ben comprensibile da tutti: De Amicis quindi utilizza un registro linguistico molto semplice e lineare per riuscire a catturare al meglio l’attenzione di ogni categoria di lettori e risultare il più comprensibile possibile.

Camilla Ghellere per MIfacciodiCultura

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