Intervista a Valeria, giovane imprenditrice nel mondo del vino

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Valeria Bugni è una giovane mamma che si è letteralmente inventata una professione; non per necessità, non per sopravvivenza, ma per passione: è riuscita a trasformare il suo amore per il vino -da buona piemontese DOC- in un lavoro dedito ad avvicinare le altre donne al mondo del (buon) vino, con eventi esclusivi.

Essere imprenditrice donna,  in un periodo storico così difficile è davvero una sfida, che però Valeria sembra aver accolto con lo spirito giusto, di chi per inseguire il proprio obiettivo, è disposto a tante rinunce e fatica, ma che con perseveranza riesce a godere anche delle giuste soddisfazioni.

Incuriosita dalla sua storia, ho deciso di farle qualche domanda.

Valeria, come nasce la tua passione per il vino? Come si passa da essere laureate in economia e commercio, a creare un club per sole donne amanti del buon vino? 
 
La passione per il vino l’ho ereditata dai miei nonni materni. Il vino che vedevo fare da mio nonno era ciò che ora chiameremmo garage wine, ma in maniera meno glamour era semplicemente il vino fatto nel garage di casa. Torchio, tino, diraspatura… tutto fatto in maniera molto artigianale utilizzando uve autoctone e barbera locale. Poi quando la vigna di famiglia non c’è più stata, le uve si compravano nelle Langhe, e il vino lo si faceva sempre in casa. Fin dalla più tenera età la vendemmia era la mia passione: quanti “prelievi inconsapevoli” ho fatto da bambina in vigna!
La laurea in economia e commercio è stata paradossalmente un trampolino di lancio per scoprire e valorizzare ancora di più il settore. Ho poi partecipato a un concorso nazionale e la mia tesi di laurea sulla Filiera Corta e mercati a Km 0 divenne anche un libro: https://www.libreriauniversitaria.it/farmer-markets-mercati-contadini-filiera/libro/9788895829074. Nel periodo universitario e post universitario abitando a Torino, mi sono appassionata sempre più di vini locali e non; così ho deciso di fare esperienze lavorative in varie vigne in Europa, e al contempo studiare a livello teorico; da qui ho conseguito vari titoli nel mio percorso, ma sinceramente ho imparato molto di più parlandone e discutendone con persone che non hanno titoli ma forte esperienza. 
Valeria Bugni

Cosa vuol dire essere donna nel mondo del vino? Da sempre conosciuto per essere un club maschile, hai riscontrato difficoltà/diffidenza tra i produttori? 

Ottima domanda. Qui ce ne sarebbe parecchio da discutere. Però la donna, con la sua proverbiale grazia e riservatezza, riesce anche nell’ambiente più rigido a farsi strada e arrivare al suo obiettivo senza secondi fini. 
Tu hai fondato un club al femminile per i tuoi eventi. Come è nata l’idea del wine lady club e come si svolge un evento – tipo?
Il Wine Lady Club è nato dall’esigenza di creare un dialogo costruttivo tra donne, non forzatamente esperte del settore, dove tutte possono esprimersi alla pari, e soprattutto per condividere saperi ed esperienze con altre donne, ascoltare le loro opinioni, i bisogni, le loro insicurezze e trasformarle in conoscenza e libertà,  sorridendo con un bicchiere in mano.
Inoltre credo che un’altra missione del Club sia quella di diffondere la cultura del vino riconducendolo però a quello che è nella sua più viva essenza: convivialità, cordialità, eleganza.
Un evento-tipo? Causa lockdown ho istituito gli eventi online (SmarTasting), mentre da maggio ho proseguito con le degustazioni dal vivo. Pur essendo appuntamenti sempre variegati, posso però descriverli partendo dalle basi, perché ogni esperienza è una nuova scoperta, grazie anche alle belle persone che lo animano tramite la loro partecipazione. 
Si parte quindi dalla qualità’ dei prodotti (vini che suggerisco in degustazione) che è imprescindibile al di là dei gusti personali; un altro elemento essenziale è l’esclusività, ovvero ricerco minuziosamente location, prodotti e storie da raccontare che siano particolarmente curiosi ed eleganti. La bellezza la fanno le donne: cerco di  invogliare tutte all’ascolto reciproco e alla condivisione di esperienze al femminile. Da non dimenticare la partecipazione di speciali invitate, le “Guest Star”: non solo del settore ma che provengono da diverse aree come cosmesi, psicologia, yoga, ecc. Tutti temi che sono cari alle donne: cura della propria anima e del proprio corpo. 

 

Progetti per il futuro?
Lavorativamente parlando,  sono due gli obiettivi che mi pongo: continuare a implementare il percorso online per riunire donne di tutta Italia (e mondo), e organizzare di conseguenza almeno un paio di eventi al mese su tutto il territorio nazionale e non solo.
A livello personale, condividere lavoro, successi ed esperienze con la mia famiglia. 
Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura 

 

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