Truman Capote: ascesa e caduta di un mito

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Truman Capote: ascesa e caduta di un mito

avedon_geolette-comIl successo può essere un’arma a doppio taglio, come dimostra la drammatica vita di Truman Capote (vero nome Truman Streckfus Persons, New Orleans, 30 settembre 1924 – Bel Air, 25 agosto 1984).

Scrittore, giornalista, drammaturgo, sceneggiatore e attore statunitense, la vita di quest’uomo, ormai considerato un mito, non è stata affatto facile: come spesso accade a personaggi di alto spessore, Capote cercò di trasformare le sue debolezze, come per esempio i traumi subiti durante l’adolescenza, in punti di forza, purtroppo però non riuscendoci del tutto, come dimostrò il tragico epilogo della sua esistenza.
Il rapporto travagliato con i genitori, quasi del tutto assenti e noncuranti delle necessità del piccolo Truman, lo spinsero a cercare nella figura di Harper Lee, amica a lui molto cara, un conforto e un sostegno che lo accompagneranno sino alla sua morte.

LET10F4_3790923F1_17399_20130724210143_HE10_20130728_MGZOOMLa personalità dello scrittore non destò certo poco scandalo nel corso degli anni: sin da bambino Capote veniva sistematicamente isolato a causa dei suo modi effeminati e del suo atteggiamento ambiguo, mal visto nell’America conservatrice del Sud. Eppure la sua genialità superò di gran lunga questi risentimenti, tanto che all’età di dodici anni aveva già acquisito una conoscenza letteraria al di fuori del comune.

La New York degli anni ’50 fu la chiave del successo dello scrittore americano: trasferitosi nella Grande Mela con la madre, iniziò a farsi strada nel mondo del giornalismo pubblicando alcuni racconti su riviste molto in voga all’epoca, come Harper’s Bazaar, che contribuirono a consacrarne il mito. Fu allora che iniziò l’ascesa di un Capote dallo stile dandy, il quale attraverso la frequentazione dei salotti più ambiti e mondani della città riuscì a stringere amicizia con le personalità più influenti del secolo scorso.

capote-y-marilyn2 (1)Il suo carattere difficile e irriverente però non lo aiutarono molto in questa “scalata” al successo anzi, ne decretò  la discesa, accompagnata da una mai nascosta omosessualità che destò ulteriore perplessità in quegli ambienti. Non sempre la diversità è vista come una forza: purtroppo, nella maggior parte dei casi è vissuta come una debolezza, ma sta alle menti più aperte farne tesoro e sfruttarla affinché si trasformi in creatività, proprio come fece Truman Capote.

I suoi romanzi celeberrimi romanzi sono ormai un classico della letteratura del ‘900: Altre voci, altre stanze (1948), che ci insegna ad esorcizzare in nostri demoni, Colazione da Tiffany o il più celebre racconto A sangue freddo (1966) uscito a puntate sul New Yorker. Attraverso questi libri possiamo rivivere il mito dell'”alcolizzato, tossicomane, omosessuale e geniale”, aggettivi dispregiativi che lo stesso Capote si attribuì durante un’intervista degli anni ’70, ma dai quali possiamo anche trarre uno splendore che solo la sensibilità più arguta è in grado di trasformare.

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

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