Lezioni d’Arte – Grant Wood e il suo “Gotico Americano”

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Il mito del progresso avanza e coinvolge tutto, l’innovazione ha dato sviluppo alle nazioni, la società si rinnova ed apre a nuovi orizzonti. Tutto ciò che fino a ieri ha consentito l’esistenza ed ha sfamato la comunità passa in secondo piano, il passato della società viene racchiuso in un baule e viene posto nello sgabuzzino del dimenticatoio. Quando si balza in avanti, non si ha più il tempo di guardare indietro.
Chiaramente sappiamo bene che il progresso ha condotto la società nella fiducia e nello sviluppo, nuove opportunità si sono fatte avanti, ma contemporaneamente è sorto un lato negativo, spesso volontariamente coperto. Le origini, costituite dal quel mondo rurale e tradizionale, iniziano a perdere terreno, l’uomo sempre più si stacca da ogni contatto con la propria storia, chiude gli occhi e dimentica la propria radice di origine.

Questo accade negli Usa degli anni ’30: gli Stati Uniti d’America sono la nuova potenza economica per eccellenza, è lo stato modello a cui ispirarsi. Sogno e crescita (economica e tecnologica) sono il binario su cui viaggia questa locomotiva. Dalla parte opposta c’è chi con grande sfiducia, sente il peso degli effetti collaterali e torna alla ricerca dell’origine, rifiutando il rinnovamento della società, anzi, per meglio dire, maledicendolo. Questa è l’ottica del regionalismo pittorico negli anni ’30 e in questo ambito si muovono i pittori che vivono lontano dalla città, che rifiutano l’avanzamento metropolitano al quale preferiscono il mondo provinciale, rurale e privo di ritmi frenetici.

Il pittore Grant Wood (Anamosa, 13 febbraio 1891 – Iowa City, 12 febbraio 1942), componente attivo e principale di questo discorso artistico, nell’opera intitolata American Gothic, datata 1930 e conservata presso il The Art of Institute of Chicago, ci racconta n maniera chiara questo suo sentimento. Dunque Wood inserisce in primo piano due figure, sulla destra l’uomo anziano e sulla sinistra, leggermente più arretrata rispetto all’uomo, una giovane donna: si tratta di due contadini americani, l’uomo, occhiali tondi ed espressone seria, guarda dritto verso l’osservatore, indossa abiti da lavoro ed impugna un forcone, strumento del lavoro che gli permette di operare. L’espressione facciale e la fermezza con cui afferra l’umile arnese del mestiere dimostrano l’esplicito radicamento alla propria cultura, alla quale non permette alterazioni. La donna invece, dall’età molto più giovane, indossa indumenti tipici della vita contadina statunitense e guarda verso destra. In secondo piano, Wood raffigura la loro dimora, una casa in legno tipica della campagna americana dotata sulla destra di una struttura in legno di colore rosso, forse un fienile o deposito per gli attrezzi.

È chiaro il messaggio che Wood vuole inviarci, ovvero la volontà di voler preservare il mondo rurale provinciale statunitense dalla minaccia dello sviluppo industriale. L’opera ci mostra questo spaccato di vita americano ed il pittore lo fa attraverso un linguaggio realista, forse perché diretto ed efficace per raccontare, ma soprattutto grazie ad esso Wood riesce ad esprimere i valori che il mondo avvolto nel progresso ha perduto. La minuziosità pittorica ed espressiva ci ricorda i maestri della pittura tedesca del XV secolo.

A primo impatto l’opera può mettere a disagio l’osservatore facendo scaturire degli interrogativi, ma attraverso l’attenta osservazione si riesce a percepire la nostalgia di un mondo lontano.

Domenico Ble per MIfacciodiCultura

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