La biblioterapia: non sei fregato veramente se hai un buon libro da leggere

0 1.078

La biblioterapia: non sei fregato veramente se hai un buon libro da leggere«Non sei fregato veramente se hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla», diceva Danny Boodmann T.D., detto Novecento, nell’omonimo romanzo di Alessandro Baricco. Ma le strade per la salvezza, si sa, sono infinite – e pare che non sei fregato veramente nemmeno se hai un buon libro tra le mani, e una bella storia da leggere. Si chiama Biblioterapia la nuova frontiera della medicina per la cura dell’anima e del corpo, e ci insegna che un buon libro non è mai fuori posto, un buon farmaco (a volte) sì.

Se sono ad esempio gli strappi del cuore che ci fanno male, perché il ragazzo ci ha mollato o perché abbiamo preso un brutto voto a scuola o perché litighiamo con gli specchi e non cìè mai un selfie o una gonna che ci calzi a pennello, allora forse tutto quello che di cui abbiamo bisogno non è un farmaco salvavita ma è solo un libro, un buon libro.

E allora giù dalla finestra i porta-pillole e sì agli e-book, via le mani dai blister a fare click e sì ai polpastrelli che sfogliano e massaggiano la carta ruvida, mai più nasi assuefatti ai fiori di Bach o all’ultimo distillato lavanda e camomilla ma narici curiose a frugare profumi nuovi e quintessenze miracolose chiuse nelle storie che stanno dentro ai libri.

E se avete bisogno del consiglio giusto sul libro giusto per voi, c’è solo una persona che vi può aiutare, e si chiama Jean Perdu.

Jean Perdu è un omino colto e raffinato, pochi capelli sulla testa e occhiali a fil di naso, e una garbata cadenza francese che scivola via insieme alla voce. Un po’ per inclinazione e un po’ per esperienza di vita, Jean Perdu è un profondo conoscitore dell’animo umano e delle sue pene, e a lui si deve la Farmacia Letteraria – un posto unico al mondo sospeso tra il cielo di Parigi e le acque della Senna dove per curare il “mal di vivere” si propinano libri al posto delle medicine e si sperimentano mirabolanti alchimie che intrecciano inchiostro, parole e immaginazione.

La biblioterapia: non sei fregato veramente se hai un buon libro da leggereC’è solo un problema. Jean Perdu e la sua Farmacia Letteraria non li potete incrociare sulle strade di questo mondo ma tra le pagine di Der Spiegel (Una piccola libreria a Parigi), il best-seller della scrittrice tedesca Nina George. E a dirla tutta, non so nemmeno se Jean Perdu sia così come ve l’ho descritto. Il fatto è che a me piace immaginare i personaggi prima di incontrarli nei libri − e forse questo fa parte della terapia!

Jean Perdu secondo me sarebbe andato molto d’accordo con Vianne Rocher, amabile protagonista del romanzo Chocolat che ha ispirato l’omonimo film con Juliette Binoche e Johnny Depp. Anche sopra la testa di Vianne ci sono nuvole francesi, ma non sono quelle grandi e gloriose di Parigi ma quelle pigre e sognatrici di un piccolo borgo al centro della Francia, Lansquenet-sous-Tannes.

E c’è una similitudine meravigliosa tra i libri-medicina di Jean Perdu e le favole di cioccolata di Vianne Rocher, per quel passaggio di emozioni che va dalla testa, alle mani e al cuore di chi crea ma anche di chi prende tutte le infinite combinazioni di bellezza e di amore che ci sono in un’opera d’arte e che possono davvero essere per noi come una coccola morbida sulla nostra anima.

Oggi qualcosa sembra essere cambiato. E la Biblioterapia non è solo un posto fantastico e salvifico stretto tra le pieghe di un romanzo, ma ha davanti a sé un cammino nuovo che abbraccia anche la scienza. In un articolo scritto per la Repubblica da Irma D’Aria, la psicologa e psicoterapeuta Rosa Mininno, ideatrice del sito www.biblioterapia.it, ci spiega che la lettura di un buon libro può supportare l’azione dei farmaci nella cura della depressione o dei disturbi dell’umore e dell’alimentazione. Ma la lettura non è solo un rimedio a un problema o a qualcosa che non va. La lettura fa bene a tutti e fa bene sempre. È un ottimo esercizio per allenare mente e cuore, ma anche un viaggio in cui perdersi o ritrovarsi.

La biblioterapia: non sei fregato veramente se hai un buon libro da leggereE c’è addirittura chi si spinge oltre i confini dell’ “io” e vede nei libri uno strumento di potenziamento dell’empatia. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science dallo psicologo italiano Emanuele Castano, la lettura dei romanzi favorirebbe lo sviluppo della capacità di comprendere le emozioni altrui − quello stato d’animo che gli americani chiamano “in your shoes”.

E naturalmente si sprecano i consigli sui libri da mettere in valigia, quelli che ci aiutano a superare un momento particolare della nostra vita o che ci fanno evadere per davvero e staccare la spina quando siamo sotto l’ombrellone.

Io dico che solo Jean Perdu potrebbe darci il consiglio giusto sul libro giusto per noi. Ma siccome Jean Perdu e la sua Farmacia della Letteratura non si incrociano per le strade di questo mondo, in mancanza, possiamo sempre andare in una libreria. Guardare, sfogliare, indugiare. E poi farci scegliere dal libro.

Perché le librerie restano comunque posti fantastici, di libertà e di salvezza. E i libri che ci scelgono sono un po’ come Jean Perdu: non sbagliano mai.

Antonella Fumarola per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.