David Herbert Lawrence: non solo “L’amante di Lady Chatterley”

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Casa Lawrence, Picinisco

David Herbert Lawrence nacque l’11 settembre 1885 nel Nottinghamshire, precisamente nella località di Eastwood, un’area dell’Inghilterra dove l’industria regnava sovrana, segnando il destino delle persone. Così era stato per la famiglia dello stesso autore, il cui padre era minatore in un giacimento di carbone: spesso Lawrence, una volta affermatosi come scrittore e come poeta, ricordò con tristezza e rancore quell’infanzia vissuta di fronte all’alienazione del padre e, nel complesso, di fronte all’ostilità dell’ambiente industriale, che si scontrava con l’idea che Lawrence aveva della campagna inglese, un luogo dove si potesse respirare un’atmosfera di maggiore calma. Anche per questo motivo, da adulto non perse occasione di girare per il mondo (ad esempio, Messico e Australia) alla ricerca di paesaggi geografici che gli trasmettessero sensazioni di positività, e che soprattutto fossero rimasti incontaminati dai meccanismi industriali e tecnologici. Proprio l’Italia fu un luogo che Lawrence, insieme a sua moglie, amò e frequentò molto, prima in un soggiorno tra 1912-13 presso Riva del Garda e Gargagnano, poi nel 1919 con una serie di tappe principalmente in Sardegna, oltre che Firenze, Taormina, La Spezia e oltre. Anzi, vi è una piccola curiosità che lega il nome di Lawrence all’Italia: in Abruzzo, all’interno del Parco Nazionale presso il comune di Picinisco, si trova Casa Lawrance, un casale dal tipico stile inglese dedicato proprio alla memoria dello scrittore che lì, in quella che era stata la casa di Orazio, scrisse il suo romanzo La ragazza perduta, caratterizzato da un’ambientazione agreste e rurale. Inoltre, all’interno dell’agriturismo è presente una piccola biblioteca dell’autore, con alcune sue opere sia in inglese sia in italiano.

Al di là di Figli ed amanti, romanzo che David Herbert Lawrence scrisse nel 1913 mettendo sulla carta l’attaccamento morboso provato tra una madre e un figlio, secondo il complesso di Edipo, il testo che consacrò alla celebrità Lawrence, e al contempo sollevò l’indignazione della critica, fu L’amante di Lady Chatterley, scritto secondo tre differenti versioni, la cui pubblicazione definitiva fu nel 1928. Tuttavia, fino al 1960 il romanzo non poté essere pubblicato senza censura in Inghilterra, a causa della regina Vittoria. Lo scandalo che suscitò era dovuto all’inserimento della tematica sessuale nella relazione tra i personaggi protagonisti, già di per sé additati per essere l’una una donna appartenente alla nobiltà e l’altro un uomo del popolo, un operaio per di più disabile.

Una scena del film televisivo “L’amante di Lady Chatterley” (2015)

Pare che la trama del romanzo fosse ispirata a un fatto biografico, ovvero a un tradimento che Lawrence subì da parte della moglie Frieda. Nell’opera Lady Chatterley è descritta come una donna che non si accontenta della vita borghese che è costretta a fare: vuole andare alla ricerca del piacere, dell’appagamento. Così l’incontro con il guardiacaccia Mellors, che lavora presso la tenuta del marito, è per lei occasione di riscatto e di rinascita. La prima edizione giunta in Italia fu curata da Manlio Lo Vecchio Musti nel 1945, ma la traduzione del vocabolario prettamente passionale non fu un’impresa semplice. Ovviamente da Lawrence ne derivarono adattamenti cinematografici, il primo nel 1955, l’ultimo di questi nel 2015, come produzione televisiva della BBC.

David Herbert Lawrence morì il 2 marzo 1930 a Vence a causa dell’aggravarsi della tubercolosi, malattia che ereditò dalla sua famiglia. Probabilmente la tensione legata alla pubblicazione del suo romanzo lo rese sempre più sofferente.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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