Otis Redding, the Black Soul

0 1.039

Otis Redding, the Black Soul

s-dockoftheAl destino si sa, non ci si può opporre e spesso è decisamente crudele. Il 10 dicembre 1967, in un incidente aereo a Madison nel Wisconsin, la sorte ci ha portato via, insieme ai componenti del gruppo che lo accompagnavano in tournée, una delle più grandi voci Soul della storia della musica: Otis Redding.

Considerato insieme a Ray Charles e James Brown simbolo della Black Music, è morto all’apice del successo, iniziato nel 1960 e durato purtroppo troppo poco, solo sette anni, che però sono bastati al celebre cantante per entrare, dopo la sua precoce scomparsa, nella leggenda dei più grandi artisti. Come spesso accade, il suo clamoroso successo è stato riconosciuto solo post mortem, mentre durante la sua breve carriera non ebbe la notorietà che avrebbe invece meritato.
La rivista Rolling Stone lo ha inserito nella classifica dei 100 migliori artisti mai esistiti e all’ottavo posto in quella dei più grandi cantanti di tutti i  tempi. Il brano (Sittin’ On) the Dock of the Bay, registrato tre giorni prima il tragico evento e pubblicato pochi giorni dopo, è diventato il vero capolavoro e maggiore successo commerciale di Otis. Ad oggi rappresenta una delle canzoni con più cover e rivisitazioni della musica, inserita sempre da Rolling Stone al 26 esimo posto dei brani più belli in assoluto.

Otis_Redding_1967Otis Ray Redding Jr nasce a Dawson, in Georgia, il 9 settembre 1941si avvicina alla musica alla musica giovanissimo, in particolare ai canti gospel della chiesa della sua città, e successivamente al Rhythm and blues, genere che lo accompagnerà per il resto della sua vita artistica.
Nel 1960, inizia a viaggiare nel Sud degli Stati Uniti in compagnia di Johnny Jenkins e i Pinetoppers, con i quali formerà poco dopo il gruppo Otis and the Shooters, pubblicando i primi album She’s all right e Shout Banalana. Il giovane artista inizia così a farsi conoscere anche al di fuori dei confini della sua città natia, e nel 1963 viene lanciato sul mercato dalla casa discografica Stax con il singolo These arms of mine. Nel contempo Otis ha affinato il suo stile semplice ma allo stesso tempo carico di profondità, abbinato ad una voce calda a tratti graffiante, ed è pronto a recitare un ruolo da protagonista nel mondo della musica. Dopo il successo iniziale comincia a girare in tour negli Stati Uniti e tra il 1964 e il 1966 sforna brani di alta qualità quali Try a little tenderness, ( I Can’t get no) Satisfaction, rivisitazione dell’indimenticabile successo dei Rolling Stones, e Respect, ripresa più tardi da Aretha Franklin.
Altre canzoni di rilievo, che rappresentano di fatto le poche hits del periodo artistico del cantante Soul, sono I’ve been loving you too long e Tramp del 1967, l’anno che consacra il suo talento e fama anche in Europa, ma che sarà anche fatale segnando la fine della breve carriera.
8060807972_63d128caceA giugno, pochi mesi prima del tragico evento, partecipò alla prima edizione del Monterey Pop Festival in California, grande vetrina musicale mondiale dedicata al Rock, e Otis, a dimostrazione del suo ormai consolidato successo, fu l’unico artista Soul ad essere invitato all’evento. Quella fu l’ultima occasione per Otis Redding di dimostrare e condividere  pubblicamente durante una manifestazione così importante il suo immenso  talento e qualità musicali, proprio esibendosi con (Sittin’ On) the Dock of the Bay, il brano che lo consacrerà definitivamente come uno tra i maggiori interpreti del Soul di tutti i tempi.

Purtroppo, come già detto, la stella di Otis Redding si è spenta troppo presto e improvvisamente, lasciando un vuoto incolmabile nella musica.

Simbolo di un’arte genuina, pura e sincera, rara da trovare, che nonostante il poco tempo a disposizione, è riuscito a trasmettere in modo così profondo e interiore la propria vocazione musicale.

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.