Paulo Coelho – Lo straordinario cammino di un’anima ribelle

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Rio De Janeiro, 24 agosto 1947. Da una famiglia di origini portoghesi nasce Paulo Coelho, uno degli scrittori brasiliani più amati e letti al mondo.

Paulo Coelho - Lo straordinario cammino di un'anima ribelle
Paulo Coelho e sua moglie Christina Oiticica

Con un passato intenso e difficile, Coelho inizia ad affrontare situazioni difficili già dall’adolescenza. Non a caso, i genitori considerando il suo atteggiamento ribelle una forma di pazzia, lo fanno ricoverare all’età di diciassette anni in un ospedale psichiatrico. Pochi anni dopo, in un successivo ricovero, lo scrittore viene sottoposto alla terribile terapia dell’elettroshock. Nel 1970 abbandona gli studi di economia per immergersi nella cultura hippie ed è proprio in questo periodo che grazie alle sue frequentazioni conosce Raul Seixas, poeta e cantante ribelle, con il quale si unisce ad un’organizzazione anticapitalista, la Società Alternativa. A causa di alcune vignette satiriche da lui realizzate viene arrestato e torturato dalla dittatura brasiliana. Provato da queste numerose esperienze, lo scrittore brasiliano lascia l’attivismo politico e incontra una vecchia amica, nonché l’attuale moglie Christina Oiticica.

La gente dice: «È matto». Oppure: «Vive in un mondo di fantasia». O ancora: «Come può confidare in cose prive di logica?» Ma il guerriero continua ad ascoltare il vento e a parlare con le stelle.

Il logo del Cammino, presente lungo il percorso

Con un linguaggio semplice e immediato, Paulo Coelho è stato capace di catturare l’attenzione di milioni di lettori. I temi trattati nei suoi libri sono diventati una sorta di manifesto ideologico, un punto di riferimento per le persone in cerca della propria strada e di nuovi modi per approfondire e conoscere il mondo. Con uno stile poetico, realistico e alle volte alquanto scomodo, le parole di Coelho arrivano dritte al cuore.

Nel 1987 pubblica il suo primo romanzo Il Cammino di Santiago, un libro che racconta l’esperienza dello scrittore nel percorrere il Cammino di Santiago di Compostela, un pellegrinaggio medievale che attraversa la Francia e la Spagna per giungere fino alla tomba dell’apostolo Giacomo il Maggiore. Una racconto rivolto non solo a chi è fedele ma anche, e soprattutto, a chi non lo è. In atmosfere mistiche e spirituali, Coelho ci accompagna lungo questo percorso illuminante fatto di sfide e ostacoli. Proprio quest’ultime porteranno l’autore brasiliano a descrivere in modo dettagliato la sua sorprendente testimonianza. Grazie a questa incredibile esperienza, lo scrittore imparerà non solo a riconoscere i propri demoni, ma anche a sconfiggerli. Dopotutto, il senso del libro è proprio quello di ribadirci che la cosa più preziosa di un viaggio o di un cammino non è la meta ma la consapevolezza del proprio io.

Prima vedevo le cose nel mondo più complicate, ma dopo aver percorso il cammino, ho capito che le cose sono molto più semplici.

L’anno dopo è la volta de L’alchimista, un libro che ha venduto oltre cento milioni di copie in più di centocinquanta nazioni. Questo libro riprende i valori e i temi già trattati da Coelho nell’opera precedente, ovvero fantasia e spiritualità, il bisogno del viaggio e le difficoltà della vita. La storia è quella del giovane pastore Santiago che intraprende un cammino alla ricerca della ricchezza sognata. Tanti ostacoli, tanti luoghi, tante persone. Questo viaggio è un concentrato di insoddisfazione e tristezza. Lo scrittore brasiliano, con estrema cura, ci invita a staccarci dal porto sicuro e inseguire i propri sogni, anche a costo di corrompere quel briciolo di sicurezze che la vita ci offre. La trama è scorrevole e intensa, oltre che piacevole. Con un linguaggio carico di simbolismo, Coelho ci dona riflessione, silenzio, e semplicità, oltre che un suggerimento per mettere a nudo la propria emotività, la propria anima.

Noi, i cuori, siamo terrorizzati solo al pensiero di amori che sono finiti per sempre, di momenti che avrebbero potuto essere belli e non lo sono stati, di tesori che avrebbero potuto essere scoperti e sono rimasti per sempre nascosti nella sabbia.

Paulo Coelho nei suoi libri non fa altro che descrivere le cose che ha imparato nella vita. Lo fa con una naturalezza imbarazzante, con un coraggio commovente. Leggere i suoi libri significa prendere coscienza della realtà. Una realtà soffocante, invadente, spaventosa.

Sembra che oggi sognare sia diventata quasi una colpa. Già, sognare è una colpa. Una colpa, che Coelho ci ricorda, vale la pena viverla. Anche solo per un viaggio, anche solo per un attimo.

Luigi Affabile per MIfacciodiCultura

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