Chiara Ferragni, le Gallerie degli Uffizi e il vietato l’ingresso!

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Chiara Ferragni scatta una foto davanti a La Venere di Botticelli, visita la Cappella Sistina insieme al marito Fedez, Mahmood gira un videoclip all’interno del Museo Egizio di Torino.
E… tutti a storcere il naso!

Chiara Ferragni e Eike Schmidt

Chiara Ferragni si trovava alle Gallerie degli Uffizi di Firenze per uno shooting destinato a una campagna fotografica per Vogue Hong Kong, e ha deciso di visitare il museo con la guida speciale del direttore Eike Schmidt. Ovviamente il museo ha colto la palla al balzo per raccontare l’accaduto, postando una storia su Instagram in cui la Ferragni invita a visitare gli Uffizi.
Risultato?
Sul profilo Instagram dell’influencer sono fioccati cuori e complimenti, mentre sulla pagina della Galleria degli Uffizi la foto della Ferragni accanto a La venere di Botticelli ha sollevato un’ondata di odio nei confronti del museo e di chi lo gestisce. Tante critiche, tanti unfollow e tanti insulti contro la Ferragni definita “cretina”, “ignorante”, non all’altezza di entrare in un museo. Per non parlare poi di chi prende di mira il suo corpo, criticandone l’abbigliamento poco consono, piuttosto che la magrezza o la sua presunta bruttezza.

E poi c’è Mahmood, il popolare cantante vincitore dell’edizione 2019 del Festival di Sanremo, che ha scelto il Museo Egizio di Torino come ambientazione per una parte del suo nuovo video. Dorado, questo il titolo del singolo, avrà un videoclip che vede il cantante ballare a petto nudo tra le statue della Galleria dei Re: per l’artista una sorta di omaggio alle sue origini. Un accostamento fra la collezione museale e la musica di Mahmood che vuole esprimere il senso di universalità che caratterizza i vari linguaggi della cultura, veicoli di messaggi in grado di raggiungere e arricchire chiunque.

Ma in questo caso non si è sollevato il polverone che ha invece investito la Ferragni e la Galleria degli Uffizi di Firenze, e bisogna chiedersi il motivo.

Mahmood al Museo Egizio

Chiara Ferragni che visita un museo non va bene, ma Mahmood che gira un videoclip a torso nudo nel Museo Egizio è ok. Questo accanimento nei confronti della nota imprenditrice forse nasconde altro? Forse dà fastidio che una giovane donna, italiana, popolare, seguita da milioni di followers che si è realizzata facendo il lavoro che le piace, non sia vista di buon’occhio? Proprio perché è troppo famosa, troppo ricca, troppo patinata, insomma troppo, per la gente comune intellettualoide che preferisce rinchiudersi nel proprio misero orticello e sperare che il mondo si ricordi degli Uffizi e dell’Italia in generale, così dall’oggi al domani?

Chiara Ferragni davanti a La Venere di Botticelli

 

 

Chiara Ferragni può piacere o non piacere, fatto sta che le sue storie sulla visita guidata al museo fiorentino e il suo post con la foto accanto a La Venere di Botticelli hanno raccolto milioni di cuoricini e di interazioni, da ogni parte del mondo, mostrando le bellezze del nostro patrimonio storico artistico a un pubblico vastissimo e in gran parte “ignorante” dei tesori che custodiamo nei nostri musei.
È scandaloso che coloro che affermano di essere strenui difensori dell’arte pura, non solo ritengono non accettabile qualsiasi contaminazione, ma urlano, insultano, dimostrando la loro profonda ignoranza. Non capendo che se davvero si vuole sostenere la cultura, certamente non lo si fa aggredendo e demonizzando una persona. Ed è inutile allora propugnare che l’arte è sempre contemporanea, se poi basta una foto per scatenare un putiferio di tali dimensioni!

Se proprio dobbiamo trovare una pecca, allora l’unica critica si potrebbe muoverla alla strategia di marketing del museo che, postando un contenuto dedicato alla visita della Ferragni, appellandola come divinità contemporanea nell’era social, ha sicuramente forzato un po’ la mano.
È anche vero però che uno dei problemi attuali per i musei consiste proprio nel raggiungere il “non pubblico” e per questo vanno usati strumenti e linguaggi nuovi.

Quindi ben vanga Chiara Ferragni, ben venga Mahmood e chiunque altro possa fare da vetrina ai nostri musei nel mondo!

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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