Saluto all’immenso Ennio Morricone: una vita in musica

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Ennio Morricone e la moglie Maria

Ennio Morricone ci ha lasciati, in sordina, senza squilli di tromba, schivo come è stato in vita.

Una vita dedicata alla sua più grande passione, la musica, che lo ha reso celebre al di là dei confini nazionali, che lo ha portato di diritto nell’Olimpo dei grandi, come suggella anche la sua stella sulla Walk of Fame di Los Angeles.
Una vita e una carriera dedicate alla musica: più di 500 colonne sonore per il cinema e la televisione, molte delle quali memorabili, ma la sua vera passione rimane la musica sinfonica, la sperimentazione e l’innovazione. Figlio di un trombettista e diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia in tromba e direzione d’orchestra, fa parte di quella schiera di eletti del pantheon dei più grandi musicisti di sempre, come confermano i due Oscar vinti, la miriade di premi che hanno costellato la sua carriera e persino l’intestazione di un asteroide.

Ennio Morricone con Sergio Leone

L’ingresso nel mondo del cinema arriva con Sergio Leone: i due si conoscono dalle elementari e nel ’64 il regista si rivolge a lui per comporre le musiche di Per un pugno di dollari. È l’inizio di un lungo sodalizio che va avanti fino all’ultimo film di Sergio Leone, C’era una volta in America. Le melodie per gli spaghetti western gli aprono le porte di Hollywood con titoli come Gli intoccabili e Mission, ma è con Giuseppe Tornatore che si ricrea una lunga collaborazione a partire da Nuovo cinema paradiso. Quentin Tarantino ha saccheggiato le sue melodie per ben due volte in KIll Bill e Bastardi senza gloria, rendendogli pubblico omaggio, sempre, fino a convincerlo a firmare una colonna sonora originale per The Hateful  8, con cui il musicista vinse l’Oscar nel 2016. Film che sono riusciti a comunicare emozioni in modo straordinario e difficilmente se ne possono rievocare le sequenze principali senza ricordare la musica che le accompagna, diventando spesso protagoniste.

Ma la carriera di Ennio Morricone non è legata solo al cinema. Pochi lo sanno, ma a lui si devono molti arrangiamenti della musica pop italiana: la sua mano è infatti dietro a diversi successi di artisti come Vianello, Gino Paoli, Luigi Tenco, Mina e Gianni Morandi. Arrangia e compone alcune delle canzoni che diventeranno quelli che noi oggi chiamiamo tormentoni estivi e che sono rimasti nella Storia della musica italiana come Guarda come dondolo, Abbronzatissima e Sapore di sale, senza dimenticare Se telefonando. 

Un’esperienza, quella delle “canzonette”, che Morricone definì importantissima per il prosieguo della sua carriera perché «se devi inventarti un brano strumentale, come se fosse una canzone senza esserlo, cioè un tema tonale (orecchiabile) che abbia una possibile dignità sinfonica, devi avere una esperienza completa, devi aver battuto tutti i bassifondi e i retrobottega dove si incide musica».

L’Oscar alla carriera

Ma l’uomo Ennio Morricone, così timido, a volte burbero, ma dal cuore gentile e poetico, è ciò che personalmente più mi rimane del grande maestro. E il pensiero va alla notte degli Oscar 2016 quando salì sul palco dell’Academy per ricevere l’Oscar per la colonna sonora di The Hateful Hate di Tarantino: con voce tremante, dopo i ringraziamenti di rito, un grazie speciale andò alla sua compagna di una vita, Maria.
E in questa giornata così triste per la cultura italiana, il mio pensiero va a lei, suo unico, grande amore, 73 anni di vita insieme, il sodalizio più lungo del grande maestro e il più importante. Un amore nato nel 1950, in un momento di grande sofferenza per Maria in cui lui le stette accanto e, goccia dopo goccia, riuscì a conquistare il suo cuore.

Come era solito ripetere Ennio Morricone, «nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. Non so se esistano il colpo di fulmine o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta , la coerenza, la serietà, la durata. E, certo, la fedeltà.» 

Un grande insegnamento perché nel lavoro così come nella vita, se si vogliono ottenere risultati importanti, il talento non basta, serve l’impegno, il duro lavoro, la voglia di dare il meglio di se stessi. E se non arriva il riconoscimento, si saprà comunque di aver dato il massimo e il rimpianto sarà solo una goccia nella bellezza della vita.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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