Aperta ai Magazzini del Sale di Cervia la mostra “I mille di Sgarbi”

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Di Vittorio Sgarbi si fa sempre un gran parlare, certamente per il carattere ed i modi che non passano inosservati, ma anche (e forse soprattutto) per alcune idee un pò troppo politically uncorrect che portano inevitabilmente il popolo del web (e non solo) a dividersi fra accaniti sostenitori ed haters. Se Sgarbi fosse un giovane uomo dell’età contemporanea, probabilmente farebbe parlare di sé solo per le sue prodezze sceniche, ma per fortuna il nostro eroe fa parte della generazione in cui era giovane nel ’68, e questo gli ha permesso di arrivare al grande pubblico grazie soprattutto alla sua cultura ed alla sua sapienza in ambito storico artistico. Anche se negli ultimi anni forse, ce ne siamo un pò dimenticati, Vittorio Sgarbi ha certamente segnato una pagina importante nella storia della critica d’arte, del collezionismo, e della valorizzazione dei beni culturali del nostro territorio. E all’età di 66 anni, non ha nessuna intenzione di smettere.

A dimostrarlo, la terza edizione de I Mille di Sgarbi , una mostra aperta dal 4 al 12 luglio nella suggestiva location de “I magazzini del sale” di Cervia, che ospita sculture, quadri e fotografie di artisti per lo più emergenti alla loro prima esposizione. Un’ottima occasione dunque per iniziare a farsi largo nel mondo dell’arte contemporanea, mondo nel quale si sa che la cosa importante è “stupire”, “mostrare qualcosa di nuovo”, ma che nel caso della manifestazione di Cervia sembra più essere fedele al motto “L’arte è vera arte solo se ha qualcosa da raccontare”.

Il fotografo Giuseppe Rivolta sorridente accanto alle sue foto

Ne sono un esempio due artisti, un fotografo ed una scultrice che esibiscono con orgoglio le loro opere d’arte che certamente non hanno nessun effetto speciale che le renda “mai viste prima” , ma hanno molto da raccontare, della loro personale storia di vita, ma anche di quella di tutti noi.

Giuseppe Rivolta è un fotografo dallo stile “wandering”, che va in giro per il mondo a cogliere attimi di vita, profumi di civiltà e scorci di terre lontane, raccontati rigorosamente con lo stile Black and White, che contribuisce a rendere iconico il momento da lui colto con la sua Nikon D500. Le sue foto sono belle, pulite, prive di virtuosismi  o artifici tecnici che alterano la purezza dell’attimo immortalato. I suoi soggetti sono persone, sguardi, momenti quotidiani di popoli lontani, che raccontano di civiltà culturalmente distanti dalla nostra, ma uguali nell’amore e nei sentimenti.

Giuliana Mativi è una scultrice trentina che porta nelle sue creazioni la sua personale storia, quella di una donna che affronta vari stadi nella relazione con sé stessa e con gli altri, fino a quando raggiunge la sua dimensione di personale equilibrio e serenità. Un’opera che la identifica particolarmente è quindi Districare, una scultura in gesso che raffigura una mano che “districa” i capelli; un gesto che rimanda all’idea di femminilità, ma anche di volontà di apporre ordine nel proprio aspetto come nella vita.

L’opera “Districare” dell’artista Giuliana Mativi

La manifestazione I mille di Sgarbi è una bella iniziativa dunque, ricca di talenti di cui senza dubbio, sentiremo ancora parlare. Ed è ancora più bella perché è una delle prime mostre ad aprire ufficialmente dopo il buio dei mesi scorsi, e che -per dirla tutta- ha aperto le selezioni quando l’Italia era ancora in pieno lockdown: è un’iniziativa che porta con sé un messaggio di coraggio, speranza e ripartenza, cercando di non dimenticare quello che è successo, ma volgendo lo sguardo in avanti con la consapevolezza che l’arte è fondamentale per  tutti noi, e che ci sono in giro tanti, tantissimi talenti ancora da scoprire che hanno tanto da raccontare.

 

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

 

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