Kafka e i fantasmi commedianti nei “Racconti” di minaccia

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Con queste parole Eugenio Montale commenta i Racconti di Franz Kafka:

Materia e immagini non hanno trasparenza, il mondo è fatto di una sostanza plumbea, che si può tagliare con le forbici. Siamo al rovescio del grande impressionismo, ultima raffica europea di gioia e di classicità (Eugenio Montale)

Autore: artista coreano Daehyun Kim

Alcune immagini richiamano quasi Charles Dickens, come in Contemplazione quando un fantasma di bambino compare al protagonista e gli chiede di essere, nella sua vita e per la sua vita, meno minaccioso e commediante di quanto non fosse. Perchè, continuò, essere costantemente attori ossessionati dal pensare, e ripensare, alla fine conduce ad esser soli. Tornare costantemente indietro con la memoria ai tempi spensierati in cui si era Bimbi sulla strada maestra porta a non accorgersi nemmeno più che non è chiusa la porta di casa e che, magari, qualche Voltagabbana mascherato potrebbe aggirarsi e ferire mortalmente L’infelicità di uno scapolo, pensieroso.

E mentre, pesante, l’orda dei malumori tristi e azzurrini tipica delle chiese di Russia cala sugli apparentemente surreali Dialogo con il devoto e Dialogo con l’ubriaco, ci si ritrova gherminghi e fin troppo poco guardinghi ad approdare, come Il fuochista, nelle strada d’America vergini al realismo ma fin troppo abbozzate dal pensiero. Kafka tratteggia grumi di personalità complesse, che avanzano nella notte, a tratti curiosi di sondare l’anima e i suoi anfratti e a tratti con l’angoscia viscerale di spiare i volti asettici che passeggiano per le tanti varianti del mondo del Viale Karl Johan di Munch. Gli oblunghi riflessi bagnati dei lampioni intermittenti che scalpitano per incidere la demarcazione tra la sera e la notte s’assimilano con i rigagnoli umorali che passeggiano per quello che pare il Viale Noir, dove Sartre passeggia nella fittizia Bouville de La nausea . Ammansiti, i protagonisti di Kafka chiedono di non esser altro che un po’ di freddo. Come emerge anche al Kafka Museum a Praga, anche i Racconti di Franz Kafka raccontano un mondo rarefatto e vacuo di presenze pensanti, che con le loro intuizioni smascherano un realismo fatto più di vuoti e scompensi che di compattezza valoriale e personale.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

 

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