Addio a Carlos Ruiz Zafón e Ian Holm: se ne va un po’ di magia

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Carlos Ruiz Zafón è scomparso all’età di 55 anni per via di un tumore al colon con cui combatteva da anni, Ian Holm a 88 per una malattia collegata al Parkinson: in questo 19 giugno, con loro se ne va un po’ di magia. Che, in fin dei conti, è la miglior difesa per poter affrontare il mondo con personalità e pensiero critico/ creativo.

Carlos Ruiz Zafón

Oggi è una giornata molto triste per l’intero team Planeta che lo conosceva e ha lavorato con lui per vent’anni, in cui è stata forgiata un’amicizia che trascende la professionalità. 

Insegnante d’asilo, autore di libri per bambini e appassionato di nebbia e di avventure, Zafón ha fatto dei libri e del gotico i suoi capisaldi. Con queste premesse non è difficile comprendere come mai tutte le sue opere, pubblicate da Planeta e in Italia da Mondadori, abbiano attirato l’attenzione al punto tale da venire pubblicate in oltre 40 lingue ed essere paragonate a Cervantes. Nel 2007, L’ombra del vento è stato inserito da 81 scrittori e critici tra i migliori 100 libri degli ultimi 25 anni. Del resto, a livello emozionale e mnestico la libreria Sempere, così come i cimiteri dimenticati, i neri anfratti dei vicoli di Barcellona e i decadenti palazzi del Barrìo Gotico attorno a Plaça Reial, gli incontri e l’immaginazione schizzata in Marina, Le luci di settembre Il gioco dell’angelo, non saranno mai indifferenti. Nè dimenticati.

Ogni libro, ogni volume possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza (Zafón, L’ombra del vento)

Ian Holm

Sono in lockdown nella mia casa hobbit

Così aveva commentato la sua quarantena Ian Holm, con un’ironia geniale che l’ha contraddistinto fino alla fine. Attore fin dalla giovinezza, ha ricoperto ruoli eterogenei, dapprima a teatro (prevalentemente ruoli storici) e poi nel cinema: da Ash in Alien a Bilbo Baggins nel Signore degli anelli e Lo Hobbit, passando per il bonario Desmond nella storia vera di Ballando con uno sconosciuto. Ha sfiorato un Oscar per il ruolo di Sam Mussabini in Momenti di gloria ed è stato insignito del titolo di baronetto per meriti artistici dalla Regina Elisabetta. Nel 2001 aveva provato a vincere un’altra grande sfida, quella del cancro, ed effettivamente ce l’aveva fatta. Poi però, come spesso capita con le grandi sfide della vita, bisogna accettare che c’è un limite che non si può superare, e che nonostante «La via prosegue, non ha porte / Lungi dall’uscio dal quale parte…», alle volte ci si deve fermare. Senza paura. Addio, amici. Grazie per la compagnia, e per le sensibilità immortali.

Gandalf: Al prossimo incontro

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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