L’arte che salva dalla sofferenza, terapia dei giorni nostri

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L’arte salva. L’arte guarisce. L’arte dà speranza.

Beato Angelico. I santi Cosma e Damiano guariscono il diacono Giustiniano, 1438 – 1442
Sandro Botticelli, Madonna col Bambino in trono fra i Santi Maria Maddalena, Giovanni Battista, Francesco, Caterina d’Alessandria, Cosma e Damiano, 1470

L’arte, in un certo senso, ci salva la vita consolandoci dal dover morire, come se Dio avesse dato all’uomo questo dono, tramite lo stupore e la bellezza prodotti dal potere taumaturgico dell’arte.
E in questo senso le Gallerie degli Uffizi hanno deciso di presentare una mostra virtuale che ben coniuga il concetto religioso di miracolo e quello interpretativo dell’arte. Guarigioni miracolose. Malattia e intervento divino. L’arte interpreta il miracolo in opere dal Tre al Novecento è visitabile sul sito ufficiale della sede museale fiorentina, che intende sottolineare il potere curativo e salvifico dell’arte: l’arte salva dalla sofferenza.
A costituire la rassegna virtuale sono quindici opere appartenenti alle collezioni del museo, ma non solo, realizzate da grandi maestri come Beato Angelico, Sandro Botticelli, Rembrandt.
La forza delle immagini sacre ha promosso nel tempo la fede cristiana nelle popolazioni di vaste aree dell’Europa del XII – XIV secolo. All’interno di questo universo di grande suggestione per il pubblico dell’epoca, fatto di statue e dipinti che parlano, versano lacrime, prendono vita e interagiscono con lo spettatore, un posto di rilievo è occupato dalla raffigurazione delle guarigioni. Guarigioni di difetti fisici o di gravi malattie operate da Cristo, dalla Vergine e da una vasta schiera di santi: guarigioni fatte di teatralità o di gesti dimessi, ma sempre salvifiche. La storia dell’arte è satura di dipinti che rappresentano momenti iconici di salvezza, e questo perché l’uomo nella sua profonda speranza ha fede che qualcosa di superiore e divino intervenga per risollevarlo dalla disperazione e dalla paura della malattia.
Le opere che sono visibili nella mostra virtuale ci danno un’idea di come gli artisti abbiano dato spesso un peso importante al concetto di salvezza. Salvezza fisica che coincideva il più delle volte con la salvezza spirituale: e così troviamo i miracoli dei Ss Cosma e Damiano, scelti come santi protettori dalla famiglia de’Medici, ma anche San Filippo Neri che guarisce papa Clemente VIII, San Zanobi che restituisce la vista a un cieco e tanti altri episodi di guarigioni miracolose.

E questa mostra, nella sua estrema attualità, sembra la più idonea a rappresentare il clima di disagio e di speranza di miliardi di persone che aspettano la guarigione miracolosa più importante degli ultimi tempi, grazie a un sapere scientifico che è a sua volta uno dei miracoli più belli di Nostro Signore.

Gallerie degli Uffizi

Alla fine è sempre la speranza a vincere sulla sofferenza, sul male, sulla malattia. L’arte lancia anche in questo caso un forte messaggio di sostegno a tutte quelle persone che sono ancora in pericolo e a coloro che hanno superato i momenti terribili della pandemia. L’esperienza della malattia fa parte della condizione umane e la guarigione ci ricorda i molteplici motivi per cui vale la pena vivere: è il miracolo inspiegabile che ci riempie di speranza e ci ricorda che dobbiamo essere grati per tutto quello che la vita ci riserva.

L’arte stessa è un processo terapeutico attraverso cui un individuo esplora le proprie emozioni e si riconcilia con i propri conflitti emotivi tant’è che ha permesso che la malattia mentale venisse considerata parte della condizione umana e non una circostanza aliena, lontana dall’ordinario.

Hermann Hesse afferma che «Arte significa: dentro a ogni cosa mostrare Dio». Dio è nella sofferenza, nella malattia, nel dolore, nel fallimento, e l’arte esalta questa presenza per ricordarci che non siamo soli nei momenti più oscuri, che c’è sempre speranza e molto altro che merita di essere vissuto. L’arte ci rispecchia: non è mai lontana da noi, è espressione di quello che siamo e vorremmo essere, è riflesso della nostra anima, della nostra società, delle nostre aspirazioni e dei nostri desideri.

Semplicemente, arte è vita.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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