Thomas Mann e la poetica dell’omoerotismo

0 1.464

Il 6 giugno del 1875 nasceva a Lubecca il famoso scrittore e saggista tedesco Thomas Mann. Noto principalmente per il suo romanzo I Buddenbrook, fu il vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1929.

I Buddenbrooks

Nel corso della sua vita Thomas Mann dimostrò a più riprese la grande passione per la scrittura e la forte volontà di dedicarsi interamente a tale attività, al punto che nel 1895 dopo un solo anno di lavoro all’interno di una compagnia di assicurazioni, decise di abbandonare la professione per dedicarsi a tempo pieno a quelli che erano i suoi interessi. Profondamente interessato alla vita culturale tedesca dell’inizio del secolo, cominciò a frequentare i caffè insieme ai giovani intellettuali dell’epoca, unendo alla passione per la scrittura anche quella per la recitazione.

Noi tutti conosciamo e amiamo il genio letterario di Thomas Mann per molte opere tra le quali: Il Piccolo Signor Friedmann (1898), I Buddenbrook (1901), Tonio Kröger (1903), La morte a Venezia (1912), Doktor Faustus (1947), ma tra gli altri, fu l’opera La montagna incantata del 1924 che, cinque anni più tardi, gli valse il conferimento del Premio Nobel per la Letteratura.

Una delle tematiche più evidenti all’interno di tutta la sua produzione è senza dubbio quella dell’omoerotismo, ovvero il forte interesse, anche erotico, nutrito da uomini anziani nei confronti di giovani ragazzi dalla fisicità angelica, come emerge chiaramente dall’ossessione che l’anziano Aschenbach dimostra nei confronti del quattordicenne polacco Tadzio, protagonisti entrambi della novella La morte a Venezia. Per Thomas Mann, in realtà, questa stessa tematica sarà viscerale, al punto che molti dei suoi personaggi manifesteranno tali tensioni erotiche. Tra di essi lo stesso Tonio Kröger potrebbe essere annoverato tra i personaggi dalle caratteristiche ambigue, poiché lo vediamo appena quattordicenne mostrare un intenso attaccamento alla figura del biondo Hans Hansen, suo compagno di classe che rappresenta l’esatto contrario del protagonista.

Ciò che spinge Thomas Mann ad inserire tali argomentazioni nella sua produzione è quasi certamente la sua naturale tensione all’innamoramento per diverse figure maschili comparse nella sua vita. Un esempio potrebbe essere il sentimento che legò lo scrittore ad un suo compagno di scuola, Armin Martens, al quale (confesserà più tardi) dedicò un gran numero di poesie e che divenne in un certo senso quell’Hans Hansen descritto proprio in Tonio Kröger.

Nonostante i suoi marcati sentimenti di amore romantico nei confronti di molti uomini, tra cui anche il violinista e pittore Paul Ehrenberg, nel 1905 sposò Katharina Pringsheim, dalla quale ebbe sei figli. Solo dopo un’attenta analisi e un’approfondita lettura dei Diari di Thomas Mann, si scoprì che anche da sposato provò una profonda attrazione per un gran numero di giovani uomini, ai quali dedicò uno spazio nelle sue opere.

Un autore profondo, dunque, che in tutta la sua produzione mette il proprio istinto personale ed emotivo, rendendo così le sue opere uniche e inimitabili.

Thomas Mann scomparse il 12 agosto del 1955 a Kilchberg, presso Zurigo dove aveva già vissuto per diverso tempo negli anni della Seconda Guerra Mondiale, lasciando senza ombra di dubbio un’importantissima eredità letteraria.

Lucia Giannini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.