Federico García Lorca: anima di Granada

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Federico García Lorca: anima di Granada

Federico García Lorca
Federico García Lorca

Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca, conosciuto più semplicemente come Federico García Lorca, fu un poeta e drammaturgo spagnolo nato il 5 giugno 1898 a Fuente Vaqueros, cittadina nei pressi di Granada, in Andalusia. Qui trascorse tutta l’infanzia fino a che, nel 1909, non si trasferì con la famiglia a Granada dove frequentò dapprima la facoltà di Giurisprudenza sotto consiglio paterno, per poi lasciarla alla volta di quella di Lettere.
Granada a quel tempo, e tutt’ora, ospitava nella zona dell’Albayzín le popolazioni gitane che, con il loro stile di vita quasi primitivo, risiedevano nelle cuevas, ossia vere e proprie abitazioni ricavate all’interno delle grotte, visitabili ancora oggi. Gli interessi che Lorca coltiva in questi anni per la letteratura, l’arte, la musica e gli ambienti gitani segneranno profondamente il suo percorso tanto che ne ritroveremo le tracce nelle opere successive.

Trasferitosi a Madrid nel 1919, grazie all’aiuto del politico, nonché amico Fernando de los Ríos, riesce ad entrare nella prestigiosa Residencia de los Estudiantes, dove stringe una forte amicizia con gli allora giovani Salvador Dalí e Luis Buñuel.
Sono gli anni in cui assistiamo alle sue prime pubblicazioni, quelle risalenti al così chiamato “periodo andaluso”, del quale fanno parte Libro de poemas, la preparazione delle raccolte Canciones e Poema del Cante jondo. In queste opere Lorca si basa sulle riminiscenze del suo soggiorno in Andalusia, descrivendone i colori caldi della terra e le voci forti e profonde del canto flamenco.

Un chien andalou - Dalí e Buñuel
Dalí e Buñuel – Un chien andalou

Ma il successo arrivò soltanto nel 1928, con Il Romancero Gitano, che fin da subito gli diede notorietà. Ambientato nella stessa Andalusia, descriveva con un codice simbolico la sofferenza e la ribellione tipica dei gitani. Numerose sono le immagini di cui si serve l’autore per rievocare le tradizioni ancestrali dei gitani, i loro caratteri folclorici e le loro credenze mistiche.

Lorca non parla di questo mondo così misterioso e dai toni oscuri perché mosso soltanto da puro fascino, ma bensì perché si sente in un certo qual modo a loro legato a causa della loro comune marginalità rispetto alla società. La figura del gitano si converte così in allegoria della condizione umana di emarginazione sociale della quale le classi più marginali sono vittime. Verso il 1929 infatti il poeta cade in una forte depressione, forse a causa della sua omosessualità mai accettata dalla società ed i colori ed i simboli dei quali si era servito nel Romancero per descrivere l’ambiente gitano, si scoprono essere il riflesso del suo stato d’animo interiore.

La depressione non migliora anche a causa della realizzazione del film Un Chien Andalou di Dalì e Buñuel che Lorca interpreta come un attacco nei suoi confronti e, dopo aver ricevuto una borsa di studio negli Stati Uniti, lo scrittore decide di lasciare la Spagna e partire per l’America.
Questo sarà un soggiorno fondamentale per il poeta, che si riverserà anche nella sua produzione letteraria.
Tra il 1929 ed il 1930 compone infatti Poeta en Nueva York, in cui lo scrittore andaluso supera la sua poetica precedente e si avvicina ad immagini di impianto più surrealista. Viene evocata una società consumista, priva di valori in cui persino

L’aurora arriva e nessuno l’accoglie nella sua bocca

perché non c’è domani né speranza possibile.

A volte il denaro in sciami furiosi

trapassa e divora bambini abbandonati.

Statua Lorca plaza del Triunfo - Granada
Statua di Lorca a plaza del Triunfo – Granada

Se nella prima fase della sua produzione poetica Lorca aveva preso le difese di una comunità marginale come quella gitana, adesso si schiera nuovamente dalla parte dei più deboli, giustapponendosi al mondo della comunità nera. Emblematica è la sua Ode a Walt Whitman.

Dopo un soggiorno a Cuba, una volta caduta la dittatura di Primo de Rivera, Federico García Lorca torna in Spagna e realizza il suo progetto di teatro ambulante chiamato La Barraca, che vedrà portare in scena anche le sue tre opere teatrali più note: Bodas de Sangre, Yerma e La casa de Bernarda Alba.

1936: scoppio della Guerra Civile spagnola. Lorca si schiera dalla parte dei repubblicani e nega di accettare l’asilo offertogli da Colombia e Messico e torna nella casa della Huerta de San Vicente, a Granada, per stare vicino al padre.

Il 16 agosto Lorca viene arrestato dai nazionalisti e soltanto tre giorni più tardi verrà fucilato con l’accusa di essere di sinistra, omosessuale e massone, per poi essere in seguito gettato in una tomba senza nome a Fuentegrande de Alfacar nei dintorni di Víznar, vicino Granada.

Martina Baronti per MIfacciodiCultura

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