“Shinrin yoku” di Lavrijsen: il bagno nella foresta come catarsi sensoriale

0 335

Annette Lavrijsen è una giornalista freelance che da anni collabora con diverse testate, trattando tematiche di psicologia, benessere, salute e natura. Quest’ultimo elemento, che potrebbe apparire discordante a primo impatto, altro non è che un potenziatore degli altri tre. Immersi nella natura, infatti, la psicologia insegna che i livelli di benessere aumentano (restorativeness theory) in concomitanza con la ricettività sonsoriale a stimoli che il cervello elabora come primigeni: rumori, odori naturali diminuiscono i livelli del cortisolo e dunque predispongono a un migliore stato di salute, fisica e mentale. 

L’omeostasi, ossia un equilibrio delle energie tra mente e corpo, dipende costantemente anche dai moderatori esterni. Nella sua semplicità, che ascoltare lo scroscio imperterrito di una cascata, l’ondeggiare lieve del vento, la pioggia battente dapprima a piccoli colpi e poi a grandi ondate, predispone all’armonia. Ed è così che nel bosco, luogo primigenio in cui i suoni onomopatopeici si radunano, nasce lo shinrin yoku:

Quando, alcuni anni fa, in un caffè ad Amsterdam, ho sentito parlare per la prima volta di shinrin-yoku, ho pensato a una specie di setta segreta, composta da figure quasi mitologiche . […] Ovviamente l’idea che mi ero fatta era molto lontana dalla realtà, ma il “bagno nella foresta”, o “forest bathing”, mi affascinava, perciò ho deciso di partire per il Giappone alla scoperta di questo misterioso fenomeno. Una volta lì mi sono avventurata per cime e vallate, ho visto ottantenni scalare montagne senza sforzo e ho conosciuto la dottrina animistica dello shinto, secondo la quale piante, animali e fiumi possiedono un’anima e a volte persino qualità divine (Annette Lavrijsen, “Shinrin Yoku”)

Sembra un disegno di Igort, il primo fumettisma occidentale di manga, in cui i pellegrinaggi negli onsen (centri termali) alla base del monte Fuji richiamano la delicatezza con cui ci si abbandona ad auscultare i silenzi. Ma anche l’esordio di Toreau a Walden, dove racconta il dialogo con la natura. Per Lavrijsen, lo shinrin-yoku è un  un simulacro cognitivo-emozionale dove terra, acqua, fuoco, aria e vuoto si congiungono in un equilibrio che prescinde le dottrine occidentali e orientali, ma focalizza tutte le sue forze su un unico elemento: l’anima. L’autrice racconta che, fin da piccola, ha sempre avuto una gran fantasia, che le permise  di macinare idee, congetture, progetti ininterrottamente. Ma una volta cresciuta, questo continuo accumularsi di pensieri cominciò a pesarle, al punto tale che il corpo accumulò stress fino a scoppiare.

Fu allora che Lavrijsen avvertì la necessità viscerale di tornare nei boschi vicino alla casa dive era cresciuta: lì, e solo lì, si sentì felice, serena, libera e sicura. Protagonista della sua avventura. Da qui il suo libro, per raccontare che lo shinrin yoku, cioè il bagno nella foresta coi suoi dialoghi segreti, è un potente afrodisiaco per chi è pronto a lasciarsi andare.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.