“La mente può tutto” di Pentimalli: il tuo film mentale non è la vita reale

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La percezione è qualcosa di estremamente complesso, e ogni volta che più o meno consapevolmente i nostri sensi entrano in contatto col mondo esterno, in automatico scatta il priming, che consiste nell’attivazione di particolari associazioni che formano tracce mnestiche (Psicologia sociale, McGraw Hill). Nella memoria consapevole così come nei riverberi dell’inconscio, ogni accadimento viene immagazzinato attraverso tre livelli che coesistono: mentale, emozionale ed energetico.

Secondo recenti ricerche, le nostre azioni e decisioni vengono prese da una parte molto profonda di noi ben sette secondi prima che ne diventiamo consapevoli. Quindi, il lavoro che dobbiamo fare è sull’origine, sulla parte nascosta, che è poi la generatrice di ciò che crediamo di pensare. In poche parole, dobbiamo lavorare sulla parte sommersa, sul codice sorgente, sull’inconscio (Pentimalli, “La mente può tutto”)

Siamo ciò che siamo in virtù di ciò che abbiamo imparato e che ricordiamo (Eric Kandel)

Nel libro La mente può tutto, Italo Pentimalli si occupa di analizzare nel dettaglio i tre livelli, chiarendo che l’inconscio, di Freud ma anche collettivo di Carl Gustav Jung, ha un ruolo pregnante nel modo in cui si concepisce qualunque realtà. Se ogni fatto viene elaborato non appena “ci accade”, qualcuno finisce per non venire metabolizzato, e dunque permane come un’entità irrisolta. Lo si potrebbe immaginare come un bandolo fluttuante, un grumo aggrovigliato di lana, un arcobaleno grigio: del trauma, si conosce qualcosa ma non tutto. Per superare le nostre difese e i nostri blocchi, dobbiamo focalizzarci su uno scopo, e concentrare i tre livelli (mentale, emozionale ed energetico) solo su quello. Così facendo, è possibile far emergere anche quegli atteggiamenti che, risiedenti nell’inconscio, impediscono alla persona di fare quel qualcosa.

Pentimalli ha un metodo per analizzare dapprima uno alla volta e poi tutti insieme i tre livelli, al fine di farci avvicinare e poi realizzare al nostro scopo. Scopo che non è la medesima cosa di “obiettivo” perchè implica anche il coinvolgimento delle conseguenze emozionali che l’azione produrrebbe in chi la esegue. Ma una cosa, promette, è certa: lavorando sui tre livelli, nulla rimarrà invariato. Le dinamiche entreranno in circolo, producendo dei cambiamenti negli atteggiamenti mentali che andranno poi inevitabilmente a influire sui comportamenti, cioè sull’azione. Si può partire da piccole dritte per permettere alla mente di guardare a Sè e al mondo in maniera più serena, con piccole grandi ripercussioni: ad esempio, la formulazione di una frase con tono negativo o positivo cambia la maniera con cui la mente elabora il messaggio. Ad esempio

Tono positivo: Vinco la finale

Tono negativo: Non voglio perdere la finale

Nell’enunciato “non voglio perdere la finale”, la mente creerà automaticamente dapprima la scena di una sconfitta e solo qualche istante dopo l’immagine opposta, ossia quella della vittoria. Nel tono positivo, invece, si creerà nell’immediato una sola e unica idea. Dunque, anche il medesimo significato espresso con parole diverse cambia il modo con cui la mente elabora l’informazione, e non è cosa da poco se solo ci si ricordasse di farlo con tutti i piccoli accadimenti del quotidiano. Nel suo libro, Pentimalli offre questi piccoli escamotage e propone un metodo per cambiare la propria mente che non è solo il film attuale che ci stiamo proponendo, ma che può invece portarci altrove. In una nuova prospettiva in cui i dettagli non sono per nulla indifferenti e la consapevolezza di potersi rinnovare la fa da padrona.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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