Dark, eletta miglior serie di Netlix: in arrivo la terza stagione

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Il passato può essere cambiato? Ci sono dei viaggiatori che possono farlo e altri no? E nel caso, una volta tornati indietro ed effettuato delle modifiche, come si ha la certezza che vi siano effettive ripercussioni sul “presente”?

Sic mundus creatus est = Dark

Che la fisica quantistica offra prospettive innovative, nel vero senso della parola, non è una novità. Riuscire però a traslare le variegate possibilità, con coerenza nei diversi scenari scanditi dai fili del tempo, dandogli forma in una serie televisiva è sicuramente un affare complesso. Baran bo Odar e Jantje Friese, creatori della serie televisiva tedesca Dark, eletta come miglior prodotto di sempre targato Netflix (vincendo-giustamente- la sfida contro giganti del calibro di Black Mirror, The Crown e Stranger Things), l’hanno fatto magistralmente. Nel 2017 hanno dato avvio a un trip in cui nulla è realmente casuale, ma questo non significa che segua logiche e decisioni prese linearmente. Il 27 giugno, data non casuale nella serie perchè giorno dell’Apocalisse (sembra quanto mai adatto al 2020!), dovrebbe uscire la terza stagione.

La trama è basata sul principio di autoconsistenza: molti personaggi sono in grado di spostarsi nel tempo, ma non sono tuttavia in grado di modificare il loro destino né quello degli altri; il passato, in quanto tale, è immutabile; la volontà dei singoli è dunque piegata al procedere del tempo e anche quando si viaggia nel tempo non si può fare altro che assecondare gli eventi per come si sono svolti secondo il paradosso della predestinazione.

Avremo così modo di scoprire ancora di più non solo su Winden, la piccola cittadina grigia in cui piove ininterrottamente, teatro della sparizione di Mikkel e non solo (per un ripasso/analisi delle stagioni cliccare qui). Scopriremo qualcosa anche del legame reale tra i personaggi principali, da Jonas a Adam, fino a scoprire realtà (o spazi) nuovi, come quello anticipato da Martha alla fine della seconda stagione. Manca poco, così sembra. Sigmund Freud diceva che nulla nella psiche è casuale, e ogni azione ha sempre alle base delle logiche, solo che sovente sfuggono alla consapevolezza. Dark è la sintesi magistralmente riuscita che coniuga il mondo della fisica quantistica con la psicoanalisi: ogni cosa succede per una ragione, solo non è detto che avvenga linearmente. Tutto è inestricabilmente connesso, e così, da bravi viaggiatori in attesa, non ci resta che aspettare.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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