Shakespeare sexualis: il Bardo e il sesso

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Shakespeare sexualis: il Bardo e il sesso

Shakespeare

Sebbene sia praticamente impossibile rispondere a questa domanda, diversi lavori scientifici negli ultimi anni hanno spostato l’attenzione sulla sessualità e sulla presunta omosessualità del Bardo. La Chiesa d’Inghilterra, nell’omelia rivolta all’incontinenza e alla lascivia condannava apertamente qualsiasi disordine sessuale. Tuttavia, come ben sintetizzano Brugnolo (2013: 1-2) e Orlando (1990), la letteratura ha rappresentato, in ogni secolo, la formazione di compromesso per potere affrontare anche i temi più scabrosi e inadeguati per l’episteme di ogni epoca. Shakespeare ha fatto lo stesso con la sua opera e recenti lavori hanno dimostrato come la sessualità sia un tema particolarmente sensibile all’autore.

Menon (2011) offre una ricognizione a 360° sulla sua opera teatrale e poetica: a suo giudizio è possibile identificare irregolarità, discrasie, anormalità rispetto al canone sessuale e amoroso tra i secoli XVI e XVII in Inghilterra. L’attenzione a possibili ambiguità di ordine erotico-sessuale non erano sorte alla morte dello scrittore nel 1616, ma soltanto negli anni Sessanta del XX secolo, quando iniziarono a istituzionalizzarsi a livello accademico approcci che guardavano, in modo più maturo e affidabile, a questioni di natura sessuale. Questo iato temporale, da un punto di vista metodologico, sintetizza Menon (2011: 3), consente di recepire con occhi diversi spie testuali che strizzano l’occhio a una latente omosessualità nel macrotesto dell’autore. Egli, tuttavia, allarga anche il significato della nozione di queer, estendendola a tutto ciò che non ortodosso o istituzionalizzato.

unknownCalimani (2009), attraverso un puntuale studio dei Sonetti, fa emergere aporie e dubbi sulla struttura della silloge shakespeariana. Lo studioso veneziano rivendica la privacy del poeta di Stratford per i suoi componimenti, in quanto essi affrontavano questioni strettamente private, come il rapporto col fair youth (a cui la critica non ha ancora attribuito un’identità definita). Il macrotesto dei Sonetti è fatto di instabilità, incertezza, contraddizione, apparenza: è un’opera mondo, come direbbe Moretti, specchio barocco di un’epoca in continua trasformazione, di un mondo fuor di sesto. Nel Sonetto 116 l’Io lirico ci invita al matrimonio di menti fedeli, ma nel distico contraddice l’affermazione di partenza, arrivando a dire che probabilmente tutto è frutto di un errore. I lettori si trovano di fronte a una dissociazione della sensibilità, alla mancanza di un principium individuationis, tipico dell’epoca. Esplicativo è il Sonetto 20, che adombra la possibilità di un connubio omosessuale: il fair youth si configura come un padrone-padrona androgina, chiaramente liminare e incerta (Calimani 2009: 55-61).

Wells (2010), uno dei più eminenti e apprezzati studiosi shakespeariani ci consegna un approfondito lavoro sulla sessualità e la sua fenomenologia nell’opera shakespeariana. Nel Mercante di Venezia emergerebbe una latente attrazione omosessuale tra Antonio e Bassanio, attrazione resa ancora più evidente dalla recente versione filmica (2004). Il dramma dialettico Misura per Misura si serve dell’amore come catalizzatore di violenza e sopraffazione. Il vice del duca di Vienna, Angelo, è apparentemente, un rigoroso Calvino che, tuttavia, brucia d’amore per Isabella ed è pronto a tutto per averla. Nello stesso tempo la città di Vienna è rappresentata come una città viziosa e immorale, piena di bordelli (Wells 2010: 123-124,  240-242).

ShakespeareCome sintetizza Greenblatt (2010: 1-3) Shakespeare è l’autore della libertà. Una libertà che può declinarsi nelle modalità più disparate, fino a teorizzare un amore libero e privo di qualsiasi influenza morale dell’epoca. Non è importante se il Bardo sia stato o meno omosessuale o eterosessuale: quello che è veramente significativo è come egli abbia utilizzato la letteratura per esprimere la più alta libertà nell’amore. Un poeta decisamente contemporaneo, molto contemporaneo, che si sarebbe sentito a disagio nell’odierno dibattito castrante sul genere e la sessualità. In fondo anche il più grande poeta di tutti i tempi era un essere umano come ciascuno di noi.

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

BIBLIOGRAFIA

Brugnolo S (2013) Desiderio e ritorno del represso nella teoria di Francesco Orlando. Between 3: 5 maggio 2013: 1- 18

Calimani D (2009) William Shakespeare: i sonetti della menzogna. Roma: Carocci

Greenblatt, S (2010) Shakespeare’s Freedom. Chicago: The University of Chicago Press

Menon, M (2011)(ed. by) Shakesqueer: A Queer Companion to the Complete Works of Shakespeare. Durham NC: Duke University Press

Orlando, F (1990) Due letture freudiane: Fedra e il Misantropo. Torino: Einaudi

Wells, S (2010) Shakespeare, Sex, and Love. Oxford: Oxford University Press

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