#1B1W – Distopia portami via: Manuela Salvi e l’e-book “Covid-19, storie dalla zona rossa”

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Della serie distopia portami via, l’autrice Manuela Salvi non ha perso tempo a realizzare un originale progetto editoriale dal titolo Covid-19, storie dalla zona rossa (Cactusprint, 2020). Disponibile in e-book dallo scorso 27 marzo, l’autrice – che ha deciso di pubblicare questo testo con lo pseudonimo di M.D. Cheever – ha pensato ad una sorta di libro a puntante, raccogliendo così sette racconti per altrettanti giorni in un primo volume dal sottotitolo Week One, a cui ne seguiranno ben altri tre, per un totale di 28 racconti.

Ciò che era sempre stato argomento di romanzi distopici e film catastrofici – si legge nell’introduzione al primo volume di Covid-19, storie dalla zona rossa – improvvisamente è divenuto realtà. Da individui iperattivi e pieni di impegni ad animali in cattività, imprigionati in quattro mura: il passo è stato breve.

Brevi, scattanti, quasi senza finale ed in questa scelta perfettamente in linea con l’unica scena che di questa pandemia realmente non s’intravede né si ipotizza: la fine – i sette racconti, che oscillano da tinte romantiche ad altre drammatiche, attraversando un’intera tavola cromatica, pescano dalla realtà e si perdono nella catartica fantasia della Salvi.

Così da Il paziente zero che dipinge una Rebecca orfana-covid nel 2038, si passa ad uno spregiudicato untore con Settembre 2019 ed ancora alla “pietas” di Certificato di morte o al romanticismo de Il primo bacio. Qualcuno cita quella contro la diffusione del “covid-19” come una guerra e allora trova spazio il secondo Norimberga con Il processo; altri si affannano a capire se potrebbero esserci conseguenze a lungo termine ed eventualmente quali dando vita ad una paura dalla quale nasce Kit da viaggio. Infine, c’è chi non ne può più o forse – è meglio dire – non ne ha mani potuto di obblighi e restrizioni ed allora ha deciso che questa del coronavirus fosse una situazione da sfidare, dando vita ad episodi degni di cronaca, come una qualsiasi Meg o Gea protagoniste dell’ultimo dei primi sette racconti The Spitters.

Si ispira alla cronaca, ad articoli scientifici e aneddoti – si legge ancora nell’introduzione – per mettere insieme una raccolta di storie che spaziano per genere e taglio. Il risultato è un collage stimolante di possibili scenari, ipotetici pazienti zero, futuri probabili e improbabili, ma anche di scene di vita quotidiana ai tempi della pandemia – frammenti di umanità condensata in poche righe intense e di agile lettura.

Il testo è un insieme antesignano di quello che probabilmente diventerà un sottogenere. La Salvi, notoriamente impegnata nella scrittura

L’autrice Manuela Salvi e la giornalista Antonia De Francesco

destinata al mondo dei ragazzi, si è dedicata questa volta all’universo dei lettori adulti, affermandosi – con questa intuizione editoriale – prodroma di tante pagine che probabilmente si leggeranno in questa direzione, così come di film che forse si vedranno sul piccolo e grande schermo. Mentre tutta questa narrazione, però, avrà bisogno di metabolizzazione, quindi, di tempo, Manuela Salvi, invece, prende già l’uscita laterale e – usando la fantasia – calca la scena letteraria pandemica, con la doppia funzione d’intrattenimento personale e pubblico. Non solo.

Il prossimo 3 marzo sarà disponibile, sempre in e-book, la “Week two” e poi a seguire ci saranno altre due settimane. Lo ricordo volentieri perchè la sua creatività, in questa esperienza editoriale, fa il paio con la causa collettiva: il ricavato dell’autrice – alla quale piace ricordare che di ogni testo è disponibile anche una versione in lingua inglese – che si attesta al 5% del prezzo di copertina , la stessa ha deciso di devolverlo in beneficenza all’ospedale “Spallanzani” di Roma per la ricerca sul “Covid-19”.

Antonia De Francesco per MIfacciodiCultura

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