Da Boldini a Tamara de Lempicka: il sorriso (assente) delle donne nell’arte

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Le donne di Tamara de Lempicka squadrano lo spettatore con sguardo seducente. Hanno labbra vermiglie e carnose, occhi allegri e vispi di dannunziana memoria, riccioli biondi degni di trovare una loro trasposizione scultorea per l’eccessiva perfezione erotica, più che graziosa. La Gioconda è emblematica per la sua non trasparenza, e un sorriso accennato stampato in volto si contraddice in parte con la torsione delle mani, che celano un sottile nervosismo nonché l’identità stessa della protagonista.

Il riso è il sole che scaccia l’inverno dal volto umano.
(Victor Hugo)

Simonetta Vespucci, identificata come la Venere ma anche una delle protagoniste secondarie nel celebre dipinto Primavera, è trasposta da Botticelli come una donna dalle fattezze simil perfette, con l’incarnato chiaro ma uno sguardo inequivocabilmente intrigante, la veste le scende leggera e ne sottolinea il corpo giovane e avvenente, che è solo l’involucro esterno di una personalità che attirò l’attenzione di molti. Mentre gli occhi cercano con lo sguardo, inequivocabilmente attento, l’amante all’estrema sinistra dell’opera- Giuliano de Medici, fratello del Magnifico- la bocca è serrata.

Se gli occhi delle donne ricercano il piacere, è raro richiamare alla mente figure d’artisti che le ritraggano sorridenti. Il sorriso e la risata, che sono simili ma non la stessa cosa, sembrano appartenere più allo stupore disinteressato dei bambini, o curiosamente vengono tratteggiati come attributi dei pazzi. Anche se, come diceva Shakespeare, a sorridere è bravo chiunque, perchè «un uomo può sorridere, e sorridere, ed essere una canaglia»Le protagoniste di Boldini, avvolte da candide stoffe serine o da appariscenti foulard rosati, sembrano in parte differire da quanto detto: con sguardi vispi, alcune sorridono direttamente allo spettatore. Un’altra eccezione è rappresentata da Renoir, che tratteggia le presenze di donne aivde di scoprire il mondo sotto il sole o la pioggia, con un cappellino rosa o un ombrellino nero. Molto spesso, sorridono, quasi in concomitanza con il trascorrere delle diverse età della vita.

Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore (Italo Calvino)

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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