Patrick Corrigan, l’artista dei libri per bambini: le fiabe non hanno età

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Patrick Corrigan è nato un giorno di dicembre. Il vento soffiava forte e faceva molto freddo nella contea del Cheshire, nel nord-ovest dell’Inghilterra, il cui nome è suggestivo e richiama il candore mistico delle leggende celtiche addormentate nei boschi bruni. Patrick ha occhi molto grandi, come attesta la foto in bianco e nero che compare nella sezione About del suo sito. Fin da piccolo, ha sempre amato l’arte e la precisione per i dettagli, e all’università si è specializzato in ceramiche.

He specialises in illustrating picture books for younger readers and draws best when listening to podcasts or dusty old records and drinking gallons of green tea.

Una passione per i libri illustrati per bambini e uno schizzo di verde che fornisce un’eleganza naturale: un mix che attualmente porta Corrigan ad aver realizzato più di 500 immagini. Nonostante questo, come accade ai grandi artisti, c’è sempre un fil rouge che unisce le sue opere. Come per lo scrittore giapponese Haruki Murakami sono i gatti, il jazz, la musica classica e le eroine che fanno piombare l’irrealtà nella vita del protagonista, in Patrick Corrigan a rimanere costanti sono i colori vivaci e la trasparenza. I bianchi sono brillanti e i rossi comunicano allegria: non è che si ritorni bambini, ci si accorge che tutto sommato non si è mai smesso di esserlo.

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.” Antoine de Saint-Exupery

E come il Piccolo Principe fa amicizia con la sua volpe, anche per Corrigan c’è una compagna fedele. Ma poi, ecco altri punti chiave che si possono indovinare osservando le sue illustrazioni:

Neve

Che sia nel bosco in cui Cappuccetto Rosso e il lupo s’addentrano e girovagano, o a far da sfondo a un tappeto niveo su cui padre e figlia trascinano una slitta verso casa oppure per fare una passeggiata con la fidata volpe, la neve è una protagonista indiscussa. Con le sue tinte brillanti, è parte integrante del frame, e gli conferisce dinamicità, sensazioni ondulate che conducono a orizzonti lontani, così come ambiziosi e senza frontiere corrono i pensieri dei bambini. E la fantasia vola nei cieli plumbei, tra gli alberi che sembrano salutare e le finestre di una casa tutta realizzata in legno

Intergeneratività

D’istinto si tende a immaginare i bambini e gli anziani su due piani agli antipodi, quasi fossero due riflessi dello stesso specchio quanto mai differenti. Eppure, c’è un’unione ben più forte tra gli scopritori del mondo e i conoscitori delle passioni e dei turbamenti estremi: il dialogo. Il mondo esterno è conosciuto dai più piccoli tramite congetture mentali, rappresentazioni parziali della realtà, che viene fantasticata e concepita attraverso le fiabe e i racconti. Sono proprio gli anziani, e spesso i nonni, a farsi protavoce della trasmissione di quelli che Tolkien definiva “i grandi racconti”: ed è così che gli eroi e gli antieroi nascono, e così gli antagonisti, e le sfide, le scelte, le ricompense e gli imprevisti prendono vita nella mente dei più piccoli. Tutto s’impara attraverso la comunicazione dei fantasmi di ieri e delle idee fantasiose di oggi, anche le avventure più serie

Curiosità

I personaggi somigliano agli occhioni strabuzzati di curiosità di Corrigan: squadrano il mondo dalla finestra, o osservano gli aquiloni dalle strade affollate, ma non sono mai passivi nel ricercare sensazioni ed emozioni che possano farli sentire attivi e partecipi. Sentimenti nuovi deriveranno da nuove conoscenze, che siano di persone, animali, scenari ogni giorno rinnovati. Quel che accadrà, lo si scoprirà solo vivendo, e lo si commenterà domani. L’importante è non smettere mai di interessarsi.

La fantasia è un posto dove ci piove dentro
(Italo Calvino)

La voce di ognuno di noi è nata grazie al racconto di altre persone, che con la loro personalità hanno inventato, trasposto e mischiato ricordi, intuizioni e morali, che sono andati a mischiarsi con la personalità dei singoli ascoltatori: questa è la vita, questo è il fil rouge che unisce ognuno di noi. Siamo originali, in eterno contatto con chi sa comunicarci qualcosa di originale, capace di parlare con la nostra fantasia. E’ un tramandarsi di sensibilità, da una tela all’altra delle diverse età della vita.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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