Lezioni d’Arte – Il dramma dipinto di “Rolla” tra seduzione e scandalo

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La nota rigidità del Salon parigino non ha mai perdonato nessuno, potevi anche essere l’artista più acclamato ma se la tua opera non seguiva i canoni dell’istituzione venivi ugualmente bollato ed escluso dall’esposizione. Neanche il premiato Henri Gervex (Parigi, 1852 – 1929) rimase indenne al netto rifiuto quando nel 1878 presentò al mondo artistico di Parigi Rolla, oggi conservato al Musée d’Orsay.

Édouard Manet, Olympia, 1863

Una prostituta come protagonista non poteva certo essere acclamata. Più dell’esplicito nudo a far storcere il naso all’organo dell’arte ufficiale era l’identità della ragazza. D’altronde nel titolo il richiamo era lampante e non c’era alcun dubbio sul significato dell’opera. Rolla era il titolo di un componimento di Alfred de Musset e dell’omonimo protagonista, un dongiovanni amante di una fanciulla, Marie, costretta a prostituirsi per sopravvivere. Il pittore ritrae la scena più concitata, la notte della morte del protagonista, deciso a farla finita ma non prima di aver passato ancora un’altra notte con la sua amata.

La fanciulla distesa in una posa di piacere, su un letto sfatto alle prime luci dell’alba, è Marie “bella e costosa” come la definisce il poeta. Rolla già rivestito la guarda compiaciuto e tormentato, davanti alla finestra. Per passare la notte con lei aveva speso gli ultimi denari che gli rimanevano. Guardandola ripensa agli anni passati insieme, «tre anni, i più belli della sua gioventù. Tre anni di passione, delirio e intossicazione» che adesso stavano svanendo come un sogno.

Rolla, dettaglio

Gervex dà vita alle parole del poeta francese, ritraendo tutta l’angoscia del momento culminante del poema. I vestiti capovolti e gettati con foga sulla poltrona, accanto al letto, marcano quel senso di pietà che può provare lo spettatore davanti alla visione di una quindicenne costretta a prostituirsi per un pezzo di pane. La collana sul comodino, il cappello, la giarrettiera ed il corpetto sono elementi evocativi della storia considerati immorali. E quel bastone che fuoriesce dall’abito bianco! Per i francesi che ben conoscevano la fonte letteraria quella visione era un sacrilegio!

L’opera destò scandalo, venne bollata come immorale contemporaneamente all’Olympia di Manet. Il Salon, esplosione della borghesia parigina d’Ottocento, amante dei balli, delle passeggiate al parco e dei ritratti di dame e principi non poteva certo permettere la visione di una storia drammatica, di seduzione e scandalo. Le regole ferree non permettevano tematiche profane, di un poema che inneggiava all’eros e all’ubriachezza, che rappresentava una folle notte d’amore fra i due protagonisti.

Quello che sento è la gioia nel cuore.
Andiamo ! viviamo l’amore che accompagna l’ubriachezza!
Lasciate che i vostri baci ardenti sentano il vino spagnolo!
L’angelo del piacere ci porta tra le sue braccia!
Andiamo ! Cantiamo Bacco, l’amore e la follia!
Brindiamo al tempo che passa, alla morte, alla vita!
Dimenticare e bere; – Viva la libertà!

Alfred De Musset, Rolla, 1833

Nonostante l’opposizione ufficiale, Rolla attrae però un folto seguito di visitatori nel deposito dell’artista, curiosi di vedere la protagonista di quel romanzo scandaloso che molti avevano letto ed apprezzato. Fu un successo di pubblico che fece dimenticare a Gervex il gran rifiuto.

Volete sapere come finisce la storia dei due amanti?

Rolla aveva un leggero sorriso.
Ha preso una bottiglia nera ha bevuto senza dire niente;
Poi, chino su di lei, baciò la sua collana.
Quando lei alzò la testa appesantita,
non era più vivo.
In questo casto bacio la sua anima se n’era andata,
e per un attimo, entrambi avevano amato.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Augusto de' Villa dice

    Complimenti !

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