Aristotele: re indiscusso del pantheon filosofico di tutti i tempi

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Aristotele

Aristotele è universalmente considerato uno dei padri fondatori della filosofia occidentale, che ha le sue radici nella Grecia Antica. Infatti, insieme a Socrate e Platone, Aristotele consegna alla storia del pensiero una serie di problemi e di domande – di natura assai varia: dalla cosmologia, all’etica e politica, passando per la fisica e l’astronomia – intorno a cui nei secoli successivi ci si è continuamente interrogati.

Ciò che è davvero sorprendente è che l’influenza di questi tre giganti della speculazione filosofica non ci abbandona nemmeno oggi: sono passati più di duemila anni, a tanti interrogativi si è dato risposta certa (ad altrettanti, invece, fortunatamente, l’uomo una soluzione non la potrà mai trovare), il punto di vista sul mondo è radicalmente mutato. Eppure, Aristotele, in particolare, può ancora tornarci utile. 

Aristotele nasce a Stagira circa nel 384 a. C. (la tradizione vorrebbe che il suo giorno di nascita fosse il 7 marzo di quell’anno, tuttavia intorno a questa data non vi sono certezze) e muore in Calcide nel 322 a. C. Dopo essere rimasto orfano, si trasferisce in Asia Minore dal tutore Prosseno, grazie al quale ha inizio la sua “carriera filosofica”: il tutore lo manda infatti a studiare ad Atene, presso l’Accademia fondata da Platone.

Soltanto dopo la morte di quest’ultimo, Aristotele abbandonerà gli studi ateniesi: a quanto pare, lo Stagirita si riteneva l’unico possibile sostituito nella direzione dell’Accademia, che invece è stata affidata al nipote del fondatore. Per il novello filosofo iniziano così una serie di spostamenti, che lo faranno approdare a Mitilene, sull’isola di Lesbo, dove fonderà a sua volta una scuola, dichiarata vera erede di quella platonica.

Stagira

I meriti intellettuali del filosofo di  Stagira erano noti anche ai suoi contemporanei: persino il re macedone Filippo II ha invitato Aristotele a corte, per fare da precettore al figlio Alessandro Magno. Ma che cosa aveva di tanto innovativo la speculazione aristotelica? Cosa ci ha lasciato questo pensatore il cui spessore filosofico non è stato scalfito dai secoli?

Raccontare integralmente la sua riflessione non è possibile: troppo ampia e articolata per essere resa in modo esauriente. L’ambizioso obiettivo di Aristotele era infatti quello di formulare un organon unitario e completo del sapere, che comprendesse e ordinasse tutte le discipline fondamentali: fisica, biologia, zoologia, metafisica, ontologia, teologia, etica, politica, retorica, dialettica, musica. Tutti ambiti nei quali lo Stagirita ha dato un contributo, creando le basi con metodi logici e formulazioni linguistiche, che tutt’oggi vengono utilizzati.

Il pensiero aristotelico, a prescindere dalla materia che studiava, si è distinto per limpidezza e linearità di ragionamento: Aristotele si può infatti considerare il padre della logica. Lo Stagirita, in realtà, utilizzava il termine “analitica“, il cui significato è “scomporre i suoi elementi”, ovvero semplificare. Ogni ragionamento complesso deriva infatti dall’assemblaggio di più parti: identificarle permette di svolgere il pensiero in modo puntuale e senza il rischio di incorrere in errore. La facoltà analitica è distinta dall’intelletto ed assume la forma deduttiva sillogistica, mediante la quale si possono raggiungere conclusioni formalmente corrette. Il sillogismo è infatti la forma privilegiata di ragionamento: date due premesse iniziali (maggiore e minore) da esse, se il sillogismo è bene costruito, deriva inevitabilmente una conclusione.

A) Tutti gli uomini sono mortali

B) Socrate è un uomo 

C) Socrate è mortale

Scritto su Aristotele

Il metodo logico viene utilizzato da Aristotele in qualsiasi ambito di indagine. In particolare, sostanziali sono stati i suoi apporti all’ontologia, ovvero lo studio dell’Essere. A riguardo di questo macro tema era ancora aperta la “disputa” tra la posizione di Parmenide e quella di Eraclito: il primo riteneva che l’Essere fosse unico, eterno, incorruttibile e immutabile; il secondo che l’Essere fosse in continuo divenire. Platone si era a sua volta occupato della questione, introducendo l’Iperuranio e le idee come modelli di cui le cose terrene sono mere copie.

Aristotele con la sua speculazione metafisica supera il dualismo creato da Platone fra Realtà e mondo delle idee, coniugando la posizione parmenidea ed eraclitea. Per lo Stagirita esiste un Essere in quanto tale, che è incorruttibile ed immutabile -è quindi Sostanza senza accidente, incausata e non intaccabile-. Vi sono poi gli Enti, che mutano, si corrompono e si riferiscono a diverse categorie di accidenti, come tali volubili e non essenziali. Tuttavia, ogni ente, fra le altre, partecipa anche della categoria della Sostanza, quindi dell’Essere. Inoltre, in quanto sinolo di materia e forma, l’ente ha in sé la possibilità di realizzarsi, di attualizzare cioè ciò che era in potenza. In altre parole, di dare forma alla propria sostanza.

L’Acropoli di Atene

Lo spostamento dell’elemento essenziale in ambito immanente è un’intuizione quanto mai lungimirante e soprattutto che denota la fiducia di Aristotele nel mondo concreto, che non ha bisogno di un modello altro e lontano, e trova in se stesso la forza per esistere e realizzarsi. Aristotele, il primo degli scienziati della storia, uomo del “Rinascimento”, non rinuncia così al sogno metafisico, senza privare la realtà della sua dignità.

Francesca De Fanis per MIfacciodiCultura

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