Mostra su Audrey Hepburn: prima ballerina in una danza di guerra

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A La Spezia, di fronte all’edicola il chiosco dei treni con il suggestivo paesaggio alle spalle, fino al 1 marzo la fondazione Carispezia, dedica una mostra gratuita a Audrey Hepburn.

Questa è Audrey l’icona- come tutti la conosciamo. Cosa c’è dietro il grande schermo? Chi era veramente?

Le sale sono allestite con una prevalenza di scatti fotografici, che richiamano i periodi della fanciullezza e dell’adolescenza di Audrey Hepburn e poi si proiettano in quello che sembra a tutti gli effetti un mondo incantato. Conosciuta, insieme a Marilyn Monroe, come una delle icone immortali del secolo scorso, sembra quasi che anche le memorie rarefatte in bianco e nero non pensino a disgregarsi, rovinarsi o ingiallire. Sembrano dei cimeli allegri protetti da una pellicola speciale, in grado di preservarli dal tempo.

Vincitrice di due Oscar, di tre Golden Globe, di un Emmy, di un Grammy Award, di quattro BAFTA, di due premi Tony e di tre David di Donatello, la Hepburn fu una delle figure di spicco del cinema statunitense degli anni cinquanta e sessanta. L’American Film Institute ha inserito la Hepburn al terzo posto tra le più grandi star della storia del cinema e ha una sua stella sulla Hollywood Walk of Fame, al 1652 di Vine Street

La vincitrice dell’Oscar per Vacanze romane e dell’Oscar postumo Jean Hersholt nonché una delle 15 persone ad aver vinto un Egot (acronimo per Emmy, Grammy, Oscar e Tony Awards), e ad aver ricevuto nel marzo 76 onorificenze dall’American Society for the prevention of cruelty to animals e dalla Brown University, la Hepburn può essere conosciuta attraverso alcuni dettagli presentati alla mostra:

  •  inizio mostra: un paio di ballerine celesti e nere

i fiocchetti sono consunti, ma nonostante questo le scarpe appaiono ancora calzabili. Come al Museo Pompidou a Parigi alcuni anni fa vennero esposte le scarpe di Jack Kerouac nella mostra dedicata alla Beat Generation, anche qui si possono osservare dal vivo dei piccoli frammenti che godono di reminiscenze proprie. La Hepburn iniziò a danzare quand’era ancora molto piccola, e con gli anni divenne prima ballerina. Nonostante le difficoltà della guerra, continuò a portare avanti questa sua passione, al punto da diventare una delle sue caratteristiche nei grandi classici cinematografici. A colpire, come testimoniano anche i video presenti alla mostra, è il dinamismo leggero e il colore candido con il quale un paio di scarpe e un candido abito si adattino tra loro.

  • video di Mel Ferrer:

uno dei due mariti della Hepburn parla di lei in un video in bianco e nero. Si conobbero nel settembre del 1954, si sposarono e vissero insieme 17 anni felici. Gli scatti di loro in montagna, i sorrisi spensierati durante una corsa in bicicletta, la complicità delle istantanee catturate durante il matrimonio suggeriscono una storia allegra a cui non occorrono spiegazioni

  •  fine della mostra: scarpe Bally

Di colore beige come la gradazione base delle vecchie ciprie, con i lacci fini leggermente più scuri, raccontano di una personalità elegante che ne ha fatto uso diverse volte. All’apparenza si presentano come consumate ma non all’eccesso: la Hepburn le utilizzò durante le missioni per UNICEF, negli ultimi anni della sua vita. Le numerose fotografie testimoniano la sua devozione alla causa, come anche i premi (Memorial Award del 1990, United States Committee for Unicef, premio da Radio City Music Hall).

Audrey Hepburn fu una personalità colorata, la personicazione di un equilibrio b ilanciato tra semplicità estrema e dedizione accurata per i valori in cui si crede fermamente: occorrerebbero più istantanee moderne di gente come lei.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

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