Molière, cantore dei vizi e delle manie del XVII secolo

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moliere2La nascita del grande autore e capocomico non è ben documentata, si indica il 15 gennaio 1622 come il giorno del suo battesimo. Ma la prima data di svolta per Jean-Baptiste Poquelin, il vero nome del nostro Molière, è il 1643: firma un contratto con la troupe Béjart con cui fonda l’Illustre Théâtre. Della compagnia faceva parte Madeleine Béjart, madre della futura moglie dell’artista, su cui giravano però voci di relazione incestuosa. La piccola compagnia prese in affitto il Jeu de Paume des Métayers (“sala dei mezzadri”) di Parigi, e nell’attesa della conclusione del lavori per adattare la sala alle rappresentazioni teatrali si stabilì a Rouen, inscenando spettacoli di ogni tipo; la compagnia debuttò nel 1644 nella capitale.

In seguito passò un periodo in Provenza (anni 1646 – 58), sotto la protezione del duca d’Epernon e del principe de Conti: in questi anni conobbe la danzatrice Marquise, che si aggiunse alla compagnia e sposò Gros René, attore importante della troupe.

Nel 1658 tornò a Parigi dove recitò davanti al re Luigi XIV, che si entusiasmò solo con la farsa di Molière Il dottore amoroso (Le Docteur amoureux). Grazie al successo, la compagnia venne autorizzata a occupare il teatro del Petit-Bourbon, alternandosi con la troupe degli Italiani di Scaramouche, fino che fu a sua completa disposizione. Iniziò così a mettere in scena delle tragedie ma con scarso successo.

Dopo poco, nel 1661 Molière si trasferisce al Palais Royale, di cui va a modificare la sala arrotondandola secondo l’uso italiano, perché incaricato dal Re di organizzare lo svago per la corte di Versailles.

Molière morì il 17 febbraio 1673 di tubercolosi: collassò durante la quarta rappresentazione de Il malato immaginario, morendo poche ore dopo. Proprio nello stesso anno, la compagnia l’Illustre Théâtre assorbì i resti di quella del Teatro di Marais e nel 1680 il Re, con un ordine speciale, sancì la fusione con l’Hotel de Bourgogne, dando vita alla Comédie Française.

moliere3Il teatro di Molière fu profondamente innovativo per la sua epoca: propose la ricerca del realismo, mettendo in scena personaggi ben caratterizzati del punto di vista psicologico, ma anche facendo riferimento alla vita quotidiana. Questo suo nuovo stile viene espresso inizialmente dalla Scuola delle mogli e dal Misantropo: accanto al realismo è presente una critica molto forte alla morale della sua epoca, cosa per cui le messe in scena divennero rischiose, se non a volte proibite.

Le pièce di Molière hanno quindi dei tratti distintivi, legati alla sua visione del mondo. Gli uomini rappresentati sono fissati nelle loro manie e vivono in un mondo quasi immaginario: è questo uno degli elementi del riso delle commedie, il fatto che siano come trasformati in burattini tragici. I suoi spettacoli sono così riusciti perché mette a nudo manie, vizi e debolezze della borghesia, allora in via di definizione: gli eccessi, gli estremismi, le manie sono condannati, ma anche le pretese di uscire dal proprio ruolo o dalla propria classe.

Su tutto prevale però la volontà di scatenare il riso, che le sue commedie piacciano: per questo il messaggio satirico è sottomesso alle esigenze teatrali di creare la risata, ma proprio per questo la sua comicità è irresistibile.

Chiara Buratti per MIfacciodiCultura

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