Addio a Simon Coencas: a 13 anni scoprì casualmente la grotta di Lascaux

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Era il 12 settembre 1940 quando Marcel Ravidat, Georges Agniel e Jacques Marsal e Simon Coencas decisero di partire in avanscoperta su per la collina della Dordogna, sopra la cittadina di Montignac. Non avevano una meta precisa, ma avendo tutti tra i 15 e i 18 anni (tranne Coencas, che ne aveva appena 13), ciò che importava era bighellonare e inventarsi scopritori. Eppure, come sovente capita nel corso della storia e non solo nei racconti, dalla curiosità nascono grandi scoperte: quel giorno, i quattro ragazzi rincorsero un cane, il quale cadde ruzzolò dentro una buca. Per recuperarlo, s’imbatterono nella grotta di Lascaux, che a nascondersi dal pubblico giocava da tanto tempo. Sbalorditi, i ragazzi corsero a chiamare il loro insegnante di storia, che andò sul posto. Nemmeno dieci giorni dopo, la grotta venne visitata da esperti in materia, ma Coencas non potè assistervi perché costretto alla fuga dall’arrivo imminente dei nazisti (i genitori vennero deportati).

Coencas fece ritorno diverse volte a Lascaux negli anni successivi (anche con il presidente Hollande), e in un’intervista dichiarò:

Con la banda stavamo cercando un tesoro, ma non avevamo idea di cosa avremmo trovato. Non credemmo ai nostri occhi, avevamo deciso di tenere il segreto per noi, ma la notizia si diffuse rapidamente (Simon Coencas)

Col finire della seconda guerra mondiale e a seguito dei restauri nel 1963, nel 1979 la grotta di Lascaux con le sue 6000 pitture rupestri divenne patrimonio UNESCO. Un singolo uomo, lance, mucche che saltano, bisonti, cervi, uri (oggi estinti) dipinti in una gamma variopinta di colori (dal rosso al nero ottenuto dalla goethite) sono la testimonianza immortale della percezione della vita quotidiana in una vita che non c’è più. E oggi, proprio nel 2020 quando “la Cappella Sistina della Preistoria” compie 17 500 anni, il suo ultimo scopritore le dice addio, il 2 febbraio all’età di 93 anni. Ma forse, in fin dei conti, c’è poco da aver paura: se c’è una cosa che la sua storia ha insegnato è che gli accadimenti importanti, quelli guidati dalla curiosità (storia dei quattro ragazzi) e dalla creatività (artisti delle grotte), trovano sempre un modo per non venire dimenticati.

 

Nel frattempo, per chi volesse andare a Lascaux oggi, deve sapere che non è possibile perché sono in corso dei restauri, mentre invece è visitabile Lascaux II, sempre a Montignac a pochi metri dall’originale. In Italia è invece possibile visitare Lascaux IV al Mann (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), dal 31 gennaio al 31 maggio 2020. Qui, le riproduzioni originali della grotta scoperta da Coencas e dai suoi amici, è stata riprodotta fedelmente, in scala 1:1. Nulla di meglio, dunque, per lasciarsi incantare dai dettagli figurativi di un’epoca che solo all’apparenza oggi non c’è più.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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