Musée de l’Orangerie: Parigi e Monet, un tapis violet di ninfee

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Esiste il Musée du Louvre a Parigi, uno straordinario esempio di quanto l’arte sia la manifestazione esistente dell’immortalità dei secoli, che si accumulano nelle stanze e vengono rispolverati ogni giorno. Esiste il Met a New York, e forse non vi è posto migliore per comprendere quanto la magnificenza di Eros, dell’impulso alla vita in contrasto alla morte trovi sempre un moto di permanere nel tempo tramite gli artefatti, siano essi in forma pittorica, statuaria ecc. Eppure, a differenza degli immensi musei che si dispiegano su più piani, come i due sopra citati, c’è un luogo nel mondo in cui pochissime stanze raccolgono un messaggio eterno: l’uomo è osservatore della natura, ma nella natura non compare come protagonista. La ritrae, come una musa, ma non s’intromette.

Questo luogo si trova a Parigi, in Place de la Concorde sul lato della Senna, di fronte a le Jardin des Tuileries, in cui Edouard Manet realizzò La Musique aux Tuileries. La serie monumentale Le ninfee approdò al Musée de l’Orangerie nel 1927. Poco prima della sua morte, nel 1926 Claude Monet, direttamente dalla sua abitazione a Giverny dove per buona parte della sua vita aveva contemplato e ritratto le grazie verdi agghindate con spruzzi di chartreuse et violet, lasciò detto che Le ninfee venissero esposte al Musée posizionato davanti alla Senna. E da allora sono ancora lì, e si presentano ai visitatori con sembianze violette, spruzzi vaporosi di nuvole, fiori del color blu di Prussia, vegetazione incolta, rami svettanti, piroette di luci.

When you go out to paint, try to forget what objects you have before youa tree, a house, a field, or whatever. Merely think, here is a little square of blue, here an oblong of pink, here a streakof yellow, and paint it just as it looks to you, the exact colour and shape, until it gives your own naive impression of the scene before you (Claude Monet)

Quasi cent’anni dopo, l’arte di Monet permane nelle sue forme estetiche, che parlano di ricordi e colori (il colore stesso e il suo nome influiscono sulla sua rappresentazione mentale e traslata in opera, lo disse Vladimir Nabokov in Parla, o ricordo), di energia mentale, traballano fra tratti di stasi silenti (come il voleggiare lento e placido di una foglia addormentata), e dinamismo nero, che richiama il sublime. Per chi vuole, Le ninfee sono al Musée de l’Orangerie, e raccontano di una storia senza fine tra la natura e il suo ammiratore, più fedele e meno segreto di tutti.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

Museo de l’Orangerie
Jardin des Tuileries
Place de la Concorde
75001 Paris

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