Trasforma l’albero morto di 110 in una piccola libreria per il bookcrossing

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Il bookcrossing di Sharalee: i libri posizionati all’interno di un albero di 110 anni, ormai morto

Sembra una favola, una di quelle che vengono tramandate di voce in voce. C’era una volta un albero di pioppo che, compiuti 110 anni, morì. Il suo destino, come tristemente  capita ai suoi simili che raggiunta una certa età lasciano questo mondo, era di essere tagliato per dare vita a della carta, oppure di venire incenerito per generare fuochi caldi. Eppure, nella città di Coeur d’Alene, nello Stato americano dell’Idaho, una bibliotecaria di nome Sharalee Armitage Howard, decise di cambiare il corso degli eventi. I rami dell’albero cadevano uno dopo l’altro, e uno finì persino sulla macchina del figlio di Sharalee, causando ingenti danni. Era inverno, l’albero non poteva più stare lì, ma come si poteva procedere se non ricorrendo al macero?

Sharalee aveva sentito parlare di un progetto di bookcrossing chiamato Little Free Library, nato a Hudson nello stato americano del Wisconsin, al quale avevano già aderito 91 paesi, con un totale di 91 000 libri registrati: si trattava di uno scambio gratuito, una sorta di baratto di quartiere, in cui i beni erano i libri. Così, con una buona dose di creatività, scelse di dare nuova linfa al vecchio albero, accendendo al suo interno un piccolo anfratto in cui impilò una decina di libri. In poco tempo diede vita a una piccola libreria, che Sharalee chiamò “the little tree libary”. Dei gradini in pietra conducevano a una porta-finestra, e una lanterna illuminava le scritte sulle piccole tavolette in legno (simili agli ema giapponesi) con incisi nomi di libri quali Piccole donne, L’uva dell’ira e Nancy Drew.

“Non essere sorpreso quando alcuni elfi si trasferiscono!” (commento dall’Arkansas)

Sharalee Armitage Howard in front of her Little Free Library at her home in Idaho. MUST CREDIT: Mickey Howard.

Da quando Sharalee diede vita alla sua biblioteca, una foto sui social network diede il via a una serie di commenti entusiasti (13 000!), con alcune persone che paragonavano l’invenzione a un luogo di fiaba. Una donna da New York commentò dicendo che pareva quasi “un portale per un altro mondo su così tanti livelli! Grazie per ver reso il mondo un po’ più delizioso!”. Da quel momento, l’iniziativa non s’è più fermata, un po’ come le tante iniziative che, anche nella realtà dell’Italia (vedi bookcrossing) promuovono questo scambio gratuito. E così, ecco un’altra storia semplice, in parte simile a quella del telefono del vento in Giappone per venerare i ricordi, che ha un grande insegnamento. La morale è che l’empatia, in questo caso tra una donna indubbiamente creativa e il suo accompagnatore silenzioso, un vecchio albero di 110 anni, è sempre una forma di magia.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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