Leonardo e la Madonna Litta: il capolavoro esposto al Poldi Pezzoli

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Il 7 novembre scorso è stata inaugurata la mostra Leonardo e la Madonna Litta, uno degli eventi più importanti che concernono le celebrazioni di Leonardo Da Vinci per il cinquecentenario della morte. L’esposizione,curata da Pietro Marani e sita nella bellissima casa Museo Poldi Pezzoli, sarà visitabile fino al 10 febbraio e ad oggi ha contato più di 25 mila spettatori.

Madonna con il bambino, Marco d’Oggiono

Oltre al dipinto attribuito a Leonardo, e rientrato per l’occasione in Italia dopo oltre trent’anni in qualità di prestito dall’Ermitage di San Pietroburgo, al Poldi Pezzoli sono esposte circa 20 opere tra olii e disegni, tutti appartenenti a Leonardo e ai suoi più stretti allievi, due nomi fra tutti : Marco D’oggiono e Giovanni Boltraffio.

I dipinti sono tutti spettacolari; gli smalti brillanti, la dolcezza dei volti, il “dialogo” tra la premura e l’amore della mamma e l’ingenuità e purezza del bambino, l’espressività degli sguardi rendono le opere leonardesche uniche ed inconfondibili.

La Madonna Litta è ammirabile all’interno di una cornice d’oro riccamente lavorata, che sottolinea la maestà dell’opera d’arte; il dipinto è comunemente attribuito a Leonardo -in effetti il disegno ricorda molto i soggetti e le caratteristiche fisiche dei personaggi leonardeschi- tuttavia, specialmente negli ultimi anni, alcuni studiosi hanno messo in dubbio la paternità dell’opera, provando a suggerire come autore, uno degli allievi del maestro toscano, in particolare Boltraffio.

Quel che è risultato indubbio, attraverso le indagini diagnostiche di cui l’opera è stata protagonista, è che la mano che ha prodotto il quadro è unica, dunque appartiene ad un unico autore e non si tratta di un lavoro accademico a quattro mani. Le indagini sono state fatte grazie al supporto della Fondazione Bracco, da sempre impegnata nel mettere la scienza al servizio dell’arte, e per questo main sponsor dell’esposizione.

Madonna Litta, attribuita a Leonardo da Vinci

Ed ora una veloce analisi dell’opera: La Madonna Litta si chiama così perchè nel 1814 è entrata a far parte della collezione d’arte Litta, ovvero appartenente al conte Alberto Litta Visconti. Il disegno presenta un amorevole abbraccio tra la Madonna ed il Cristo bambino; il mantello che avvolge la Vergine è realizzato con pigmento di lapislazzuli, nel Quattrocento considerato più prezioso dell’oro, mentre il vestito è rosso, simbolo di regalità fin da tempi dell’Impero romano. Nella mano destra il bambino tiene ermeticamente un cardellino; come è tipico della pittura di Leonardo, questo è un elemento dichiaratamente simbolico: rappresenta infatti un preludio alla passione che attenderà Cristo. Nel Medioevo, si diceva che durante la processione di Gesù sul Golgota, un piccolo cardellino si sia posato sulla sua testa, estraendone una spina: per questo si è macchiato di sangue e per questo da allora, il cardellino presenta una macchia rossa sulla testa. Il paesaggio montuoso sullo sfondo, rimanda inconfondibilmente ai paesaggi leonardeschi che troviamo abitualmente a corredo di ogni ritratto del maestro toscano. La resa espressiva, il gioco chiaro-scurale dato dal parallelismo tra interno ed esterno, la brillantezza dei colori e il dettaglio simbolico del cardellino, rendono il dipinto un capolavoro indiscusso, al di là della sua paternità.

Ilenia Carbonara per MIfacciodicultura

 

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