New York journal: tra magia e disagio, il 2020 nella città che non dorme mai

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New York è una realtà particolare. Ad alcuni colpisce immediatamente anche solo per l’involucro estetico, altri non l’accettano mai e finiscono per andarsene, fisicamente o almeno con la mente. Personalmente avevo grandi aspettative, che sono andate accumulandosi negli anni, costruendone un ritratto entusiasta e schiamazzante d’immagini infantili. Ora che sono qui, trovo che per apprezzare realmente New York io abbia dovuto sentirmi a disagio. In mezzo a questa folla inesorabile di persone, che in continuazione e senza tregua si riversa letteralmente ovunque, da Times Square a Bryant Park, passando per il tributo ciecamente (in tutti i sensi) devoto all’arte moderna al MoMA e poi passeggiando nella popolatissima Brooklyn (che conta più abitanti di Manhattan, Bronx e Queens; per un tour guidato in italiano consiglio vivamente Il Mio Viaggio a New York).

A qualunque ora, senza eccezioni. Tutto questo è un’esplosione di colori, rumori, schizzi al neon variopinto dietro ogni angolo. New York è mille possibilità, idee e una gran lady maschera menefreghista di personalità diverse, ma se non si accetta di esserci per davvero, avvertendosi non per forza parte integrante ma perlomeno e soprattutto parte viva, probabilmente apparirà solo come un contenitore multicolor di spaesamento sonoro. Ciò che ho imparato è quanto conti vedere le proprie «fabulous yellow roman candles exploding like spiders across the stars», che sono vivaci persino e soprattutto qui, in mezzo al tutto che pulsa a mille dentro uno spazio impazzito a colpi di luci. Sentirsi parte di New York e in dialogo aperto con lei non è scontato, ci vogliono tempo e mente per addormentarsi se stessi davanti al luccichio intermittente.

Poi, però, si entra in fitto dialogo, viscerale, triste, fosforescente tra i fumi che fuoriescono dai tombini e i grandi arancioni dei conetti in centro, e New York diventa la personificazione magica di se stessi. Verità assoluta.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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