Music & Poetry – “Something to say”, l’incomunicabilità secondo Joe Cocker

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Nato il 20 maggio 1944 a Sheffield, Joe Cocker moriva il 22 dicembre 2014. La sua voce roca e il suo modo unico di interpretare la musica sono stati il simbolo di un’epoca culturalmente rivoluzionaria. Gli rendiamo omaggio raccontandovi la canzone Something to say, tratta dall’album intitolato semplicemente Joe Cocker (Something to say nella versione europea) del 1972.

La grinta non ha età, parte 1

Ci sono parole che mancano, parole che non si dicono più tanto spesso. Si tende a non ringraziare più, a non essere più grati per nulla. Tutto ci è dovuto, tutto ci spetta di diritto, tutto ci appartiene per il semplice fatto che siamo al mondo. Siamo al mondo e vogliamo vincere. E non ringrazieremo.

Grazie non lo dice più nessuno, salvo quelle poche persone che ancora sono attratte dalla buona educazione, ma che lentamente si stanno ritirando in un loro angolo prossemico sempre più angusto. La ricerca di una comunicazione verbale si sta facendo sempre più rara e, di conseguenza, anche il contatto umano, lo Human Touch, sta venendo meno. Il corpo di parole che ha sempre mosso la testa del mondo sta dimagrendo giorno dopo giorno, anno dopo anno, e ora ha davvero bisogno di un pasto sostanzioso che, però, non sembriamo in grado di offrirgli.

E, mentre i seguaci dell’altro Benjamin Franklin continuano a bruciare i libri, tu cerchi conforto nelle vecchie storie di una volta. Fletti i muscoli e salti nel vuoto di un mondo dimenticato, fatto di gesti semplici e gentili, di canzoni magari non troppo ricercate, ma affascinanti (la semplicità può essere seducente, se capita) e di cantanti che salivano sul palco solo se avevano qualcosa da dire. Something to say, di Joe Cocker, è un manifesto di quelle che dovrebbero essere le cose importanti nella nostra piccola e giocosa esistenza.

La copertina del disco “Something to say”

È una canzone che parla di una persona che ringrazia un’altra persona. Fine.

Grazie. Grazie per esserci stata, grazie per aver condiviso con me queste poche cose che possiedi. Grazie per essere stata qui, per esserci anche adesso che, a quanto pare, me ne sto andando.

A volte faccio fatica a esprimermi, lo so. E nonostante tu rimanga così maledettamente vera, tutto sta andando a rotoli. Quindi, se hai qualcosa da dire, qualsiasi cosa, dimmela. Parlami.

Parlami prima che me ne vada.

Non è nulla di complicato, sembrano parole da bambini. Eppure sono così distanti da noi. Suonano così lontane queste parole, che pare di un’altra epoca, il vecchio Joe.

Joe Cocker, l’inglese che insegnò ai bianchi a cantare il blues, a percepire l’elettricità del soul. Joe Cocker che se, per caso, faceva la cover di una tua canzone, ti oscurava totalmente. Joe Cocker che credeva nella gentilezza immortale del Rock’n’Roll. Un uomo che aveva la speranza (che a volte rischiava di annegare nell’alcol) di vedere risolte le cose con tanti piccoli gesti di onestà.

O, come in Something to Say, con qualche parola gentile, prima della partenza.

La grinta non ha età, parte 2

Il problema non è che i vari Cocker, Prince, Bowie, Jarreau, Frey, lascino questo mondo. La morte fa parte del gioco. Rende il tempo quello che è: prezioso. Il problema non è nemmeno che Paul Simon si ritiri dalle scene e che lo seguano Clapton e Neil Young. Certo, qualcuno potrebbe dire che è ingiusto, ma così è la vita: un giorno scrivi il romanzo del secolo e il giorno dopo i tuoi amici te lo buttano nell’immondizia.

Il problema è che gente così, ora come ora, non c’è. E ne abbiamo bisogno, invece. Immediatamente. Abbiamo un disperato bisogno di qualcuno che abbia un paio di parole gentili con cui condire la vita.

Quindi Joe, ci dispiace se non abbiamo avuto niente da dirti e ti ringraziamo per avere condiviso con noi quelle poche (ma tantissime) cose che avevi.

Speriamo che la partenza non sia stata troppo triste.


And so, what can I say, I thank you, dear
To share the few things you have
And oh, I’d like to say, I’m glad you’re here
And hope your leaving is not sad
Soon I’ll have to go an’ get back on the road
Then I’ll have no reason left at all

In times it’s hard to say the things I feel
To wonder while I’ve known so long
Oh, you still remain so sure and real
But ev’rything is going wrong
But soon I’ll have to go an’ get back on the road
Then I’ll have no reason left at all

Oh, have you somethin’ to say, say it for me, please
Oh, have you somethin’ to say, say it before I leave
Oh, have you somethin’ to say, say it from your heart
Oh, have you somethin’ to say, say it before I part

And so, what can I say, I thank you, dear
For sharing up the few things you have
And oh, I’d like to say, I’m glad you’re here
And hope your leaving is not sad
Soon I’ll have to go an’ get back on the road
Then I’ll have no reason left at all

Oh, have you somethin’ to say, say it for me, please
Oh, have you somethin’ to say, say it before I leave
Oh, have you somethin’ to say, say it from your heart
Oh, have you somethin’ to say, say it before I part ….
Oh let it roll, right from your heart now
Oh let it roll, right from your heart now
Have you got somethin’ to say
Have you got somethin’ to say
Have you got somethin’ to say
Let it roll, yeah…

Nicolò Peroncini per MIfacciodiCultura

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