Meravigliarsi e disobbedire al sistema – Torniamo ad essere selvaggi

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Meravigliarsi e disobbedire al sistema – Torniamo ad essere selvaggi

Meravigliarsi e disobbedire al sistema - Torniamo ad essere selvaggiPerché vale la pena guardare le cose da angolazioni diverse e tornare a meravigliarsi? Immanuel Kant (1724-1804) affermava che ogni aspetto della realtà è il frutto di una interpretazione umana e sensoriale. Arthur Schopenhauer (1788 –1860) parlò di Velo di Maya. L’uomo vede il mondo come lo desidera e non per come è realmente, con i filtri della “volontà e rappresentazione“. La vita, allora, è simile ad un sogno, un velo ne copre la realtà finché non si squarcia nel punto di coscienza tramite il dolore. La vida es sueño anche per Pedro Calderón de La Barca (1600-1681), secondo cui l’illusorietà si impatta con l’ultra-reale morte.

Paul Watzlawick (1921 –2007) filosofo, psicologo e psicoanalista junghiano, sosteneva che la realtà è filtrata dalle opinioni.

La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni.

Sempre agli inizi del ‘900 venne pubblicato il lavoro Science and Sanity (1933) di Alfred Watzlawick (1879 –1950) ingegnere, filosofo e matematico. Il papà della PNL e della General Semantics spiegava come gli esseri umani siano limitati nelle loro conoscenze dal sistema nervoso e dal linguaggio. «La mappa non è il territorio»: i filtri più comuni sono i pregiudizi e le opinioni, così come l’abitudine.

Il Combing è un po’ figlio di tutte queste considerazioni. Lo sanno fare bene i bambini: è la capacità di meravigliarsi e stupirsi, guardare con occhi diversi le cose che ci sono attorno. Ci invita a ri-accendere i sensori dell’attenzione. Attuarla significa trasformare qualsiasi passeggiata in scoperte fantastiche. Costringe a sospendere il giudizio e a guardare le cose per quelle che sono, abbandonando le categorie in cui le abbiamo inscatolate. Liberando loro e conseguentemente anche noi.

Ljud è un eclettico artista svedese che a Modena, al villaggio artigiano, ha affascinato con la magia di una favola. La sua installazione artistica nomade Streetwalker, è una linea rossa da seguire per il quartiere.

Tra la lucidità e la follia c’è solo una sottile linea rossa.

 Rudyard Kipling, ripreso anche da Terrence Malick

Segnali stradali, oggetti comuni scherzosamente ma genialmente reinterpretati diventano omaggio agli artisti di fama internazionale. Il dissuasore di sosta in cemento è un sole incatenato, il buco in un mattone è l’opera d’arte di un ragno. La galleria itinerante non termina mai, vecchia polaroid alla mano ognuno è chiamato a guardarsi intorno e scoprire ciò che lo circonda mettendovisi in relazione. È questo il vero capolavoro che l’artista regala.

Attingendo alla tradizione ebraica, nel momento di crisi della società l’uomo si salva con l’arca, comunemente intesa come barca, è invece tebah, linguaggio. In quest’ottica, ognuno deve imparare a costruirsi un proprio linguaggio, cioè una sua realtà. Un linguaggio è proprio questo: un sistema di significati, un modo di intendere la realtà. Una struttura che “sia come i rami della vite”, ben attaccata alle cose reali, autentiche. Non si potrà basare le fondamenta del proprio significato sulle opinioni altrui o interpretazioni riferite.

In una delle epoche più conformiste di sempre, il vero coraggio sta nel porsi le domande, andare in direzioni altre. Questo periodo storico si distingue per grandi nevrosi ed isterie, apparenze ostentate e contenuti latitanti. E’ difficile quanto indispensabile ritornare all’essere selvaggi, nell’accezione di selvaticus: disallinearsi dagli schemi societari imposti, risvegliarsi dal torpore indotto.

Non è un caso che sia proprio il film Piper a vincere l’Oscar e l’Annie Awards come miglior cortometraggio e miglior soggetto di animazione 2017 (Pixar Animation Studios, regia di Alan Barillaro, colonna sonora Adrian Belew). Il simpatico cucciolo di piovanello si trova alle prese con l’esperienza traumatica delle prime dirompenti ondate sulla spiaggia. È spaventato dalla forza travolgente del mare che scombina tutto. Superando le paure, il tenerissimo pulcino riesce a procurarsi il cibo per sopravvivere, ma anche ad apprezzare la bellezza del mondo sottomarino. Dimostra come sia indispensabile andare oltre al dato convenzionale, alimentando la fiamma della curiosità e della capacità d’indagine, espressioni di libertà.

Per tutti questi motivi, Igor Sibaldi, filosofo e studioso delle religioni e delle lingue antiche, da tempo invita ad essere disobbedienti, a rompere il sistema. Interessante anche lo spunto di riflessione che propone circa l’indicazione dell’età.  Gli italiani usano la forma di possesso e forse di ricchezza (“io ho 54 anni”). In inglese, ricorrendo al verbo essere, la persona diventa coincidente con il numero (“I’m 54 years old”). In modo molto forte, invece, in ebraico appare l’espressione “io sono figlio di 54 anni”, perché la persona è il risultato di tutte le sue esperienze passate. Ogni giorno, ogni ora rinasce e ne prende le distanze, in un divenire continuo. È questa probabilmente una delle interpretazioni più sintetiche e poetiche dell’essere umano.

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse e il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinto? Venite a vedere voi stessi, coraggio, è proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se ci può sembrare sciocco o assurdo, ci dovete provare…. Osate cambiare, cercate nuove strade!

L’Attimo Fuggente, 1989

 

Fuck Pirlott, let’s rock

Lara Farinon per MifacciodiCultura

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