Brescia, palazzo Martinengo: mostra “Donne nell’arte da Tiziano a Boldini”

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“Sante ed eroine bibliche, Mitologia in rosa, Ritratti di donne, Natura morta al femminile, Maternità, Lavoro, Vita quotidiana, Nudo e sensualità” sono le otto sezioni tematiche selezionate dal comitato scientifico internazionale, presieduto da Davide Dotti, per la mostra Divina creatura. Donne nell’arte da Tiziano a Boldini. Aprirà ai visitatori il 18 gennaio e terminerà il 7 giugno 2020. A Brescia presso palazzo Martinengo, saranno visibili novanta opere, di autori risalenti a differenti correnti e personalità e pertanto con eterogenee visioni della donna, da Guercino, il Pitocchetto, Appiani, Hayez, a De Nittis, Zandomeneghi e Boldini. La mostra, dichiara Roberta Bellino, presidentessa dell’Associazione Amici di Palazzo Martinengo:

è dedicata all’universo femminile, da sempre soggetto tra i più amati e frequentati della storia dell’arte. Un tema di grande suggestione che avrà una ricaduta sulla contemporaneità. In collaborazione con la Fondazione Marcegaglia Onlus, infatti, si approfondiranno alcuni argomenti di grande attualità sociale quali la differenza di genere, le donne e il lavoro, la maternità, i femminicidi e le nuove povertà. Divina Creatura è il sesto evento che si tiene all’interno della storica residenza bresciana che, anche grazie alle mostre proposte dagli Amici di Palazzo Martinengo e al sostegno della Provincia di Brescia, è diventata uno dei cardini della proposta culturale della città, registrando con le sue mostre oltre 250.000 visitatori

Palazzo Martinengo ha organizzato la mostra con il patrocinio della Provincia e del Comune di Brescia, in collaborazione con la Fondazione Marcegaglia onlus. Quest’ultima ha organizzato dei percorsi tematici con oltre 300 scuole (che hanno aderito nell’ultimo mese, ma restano ancora 50 percorsi gratuiti, prenotabili sul sito) con l’obiettivo di informare i giovani riguardo alla condizione femminile. Indubbiamente dei passi avanti sono stati compiuti, tante le battaglie combattute in prima persona (es. suffragette) per ottenere i diritti basilari, tra cui quello al voto, ottenuto in Italia solo nel 1945. Ciò nonostante, occorre sensibilizzare i giovani, informandoli in merito alle disparità ancora evidenti (differenze di salario, pregiudizi e preconcetti anche di ordine verbale trattati con estrema leggerezza), oltre a punizioni realmente non consone a reati commessi contro le donne (molestie e stupri rimangono sovente impuniti, e spesso si vede disquisire riguardo alla coscienza o meno della vittima, che vittima rimane senza alcun tipo di discussione).

La speranza è che questa mostra a Brescia fornisca uno spunto in più per formare e far prendere coscienza, attraverso l’arte che è il mezzo immortale più suggestivo di sempre, di una realtà ancora imperfetta. Perché, dicendola con le parole di Oscar Wilde, «il volto di un uomo è la sua autobiografia. Il volto di una donna è la sua opera di fantasia», ed è solo partendo dalla fantasia di cambiare lo status quo che realmente si possono poi modificare gli assetti illogici attuali.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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