L’albero di Natale: insieme al presepe, una storia antichissima d’identità

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Il mese di dicembre è uno dei più particolari dell’anno, in cui le luci si accendono e adornano le città, arricchendole di un’allegria infantile e pimpante. Verso la fine del mese sopraggiunge il Natale, e per quanto se ne dica- al di là dei discorsi sul consumismo e delle diatribe attuali- rimane uno degli eventi maggiormente suggestivi. I simboli per eccellenza sono il presepe e l’albero, la cui origine è antichissima.

Si tende a pensare che l’albero di Natale abbia radici pagane, mentre invece non è esattamente così. Pare che già nell’antica Grecia, così come a Roma, fosse usanza utilizzare dei rametti, di ulivo o alloro, al fine di rendere grazie alle divinità. Il singolo ramo (Eiresione, Ειρεσιώνη) era decorato in lana rossa o dalle tinte bianche, e contornato da tanti frutti. Curiosamente, “l’albero” non veniva realizzato durante l’inverno, bensì in due momenti differenti dell’anno: in primavera e in autunno, nell’ottica di domandare e poi di ringraziare gli dei per il raccolto proficuo. Un’altra ipotesi riporta ai Celti, che sembra celebrassero il solstizio d’inverno il 25 dicembre, quando le giornate diventavano un po’ più lunghe rispetto al grigiore costante delle ore dicembrine.

Senza i regali, Natale non sarebbe Natale (Louisa May Alcott)

Durante il Medioevo, nei paesi del Nord Europa l’albero assunse un significato simbolico, un tramite con il quale si richiamava il peccato originale e si facevano rivivere le personificazioni di Adamo ed Eva. Portatore di un messaggio, di una richiesta di liberazione, l’albero venne utilizzato nelle chiese, e addobbato con frutti. Primariamente mele, e solo successivamente agghindato con decorazioni in carta o vetro. Dalla Gran Bretagna, l’usanza dell’albero si diffuse in America, dove il Rockefeller Center a New York è oggi un simbolo, nato quasi per caso quando gli operai che lavoravano al complesso portarono un piccolo albero sul posto per celebrare il Natale. Dalle radici antichissime, ciò che l’albero rappresenta indubbiamente è l’identità, che implica una dimensione affettiva e di attaccamento, che ci accomuna tutti.

 

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

 

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