Walt Disney e il meraviglioso treno a vapore di Mickey Mouse

0 1.393

Walt Disney e il meraviglioso treno a vapore di Mickey Mouse

Walt Disney sul trenino a vapore
Walt Disney sul trenino a vapore

All’inizio del secolo scorso, più precisamente il 5 dicembre del 1901, nasceva a Chicago colui che rivoluzionerà per sempre il mondo dell’animazione, Walter Elias Disney. Dai più piccoli ai più grandi, tutti abbiamo apprezzato i capolavori del maggior maestro dei cartoni animati, diventato il simbolo indiscusso di quest’arte. Cinquantanove candidature all’Oscar, ventidue statuette portate a casa, oltre ad altre quattro alla carriera, dimostrano l’infinito successo che ha avuto Walt Disney, come animatore, regista, e produttore cinematografico.

Se Disney ci ha dato tanto, prima di tutto però dobbiamo ringraziare Richard Trevithick e George Stephenson, i quali all’inizio dell’Ottocento diedero vita a quello che conosciamo come treno a vapore. Perché dovremmo ringraziare proprio loro? Semplice, perché tutto nacque da qui, dall’amore che esplose da parte di Walt per questo straordinario mezzo d’innovazione e trasporto durante un’estate tra il 1911 e il 1917, quando lavorava come venditore a bordo dei treni della Missouri Pacific Railroad. Fu proprio a bordo di un treno, stavolta nei panni di semplice viaggiatore, che Walt Disney cominciò a fare uno schizzo di Mortimer Mouse, nome che poi fu cambiato dalla moglie in Mickey Mouse, a detta di molti l’alter ego del suo creatore. Già prima Walt Disney aveva cominciato a darsi da fare con alcuni disegni, ma è da questo momento che nacque ciò che tutti noi conosciamo, a partire dai racconti di Topolino per poi proseguire con Biancaneve e i Sette Nani (1937), il primo lungometraggio animato, e tanti altri ancora. La strada per arrivare a questo punto non fu per niente semplice, infatti Walt Disney dovette spesso autofinanziarsi e affrontare delle crisi che si ripercossero anche sul suo fisico.

Walt Disney e il meraviglioso treno a vapore di Mickey MouseUn enorme sacrificio per ottenere dei grandi risultati: così nacquero i cosiddetti Classici Disney, chiamati in questo modo per un motivo preciso, ossia per la loro capacità di non tramontare mai, perché ancora oggi sono considerati come inarrivabili, a causa dei caratteristici disegni che vengono adattati a seconda del contesto, ma soprattutto per la profondità delle storie, sempre costruite in modo tale da trasmettere un messaggio, se non addirittura un insegnamento. Questi sono i motivi per cui Walt Disney, insieme al suo collaboratore Ub Iwerks e a suo fratello Roy, è riuscito a distinguersi, a crearsi un proprio marchio che è andato a incidersi per sempre nell’immaginario collettivo. Per entrare ancora di più nella storia, però, Walt Disney doveva lasciare qualcosa di concreto, qualcosa con cui gli amanti di quel magico mondo che aveva creato potessero interagire, ed ecco che ritorna ancora una volta il treno. Quale treno? Quel simpatico trenino che fa il giro del più famoso parco di divertimento del mondo, Disneyland, fondato nel 1955 ad Anaheim in California, che è arrivato anche in Europa (Eurodisney a Parigi) e recentemente in Asia.

Walt Disney e il meraviglioso treno a vapore di Mickey Mouse
Disneyland

Ora tutto era completo, Walt Disney aveva creato il suo impero, e niente e nessuno poteva farlo scendere dal suo trono, se non qualche lato oscuro, celato dietro alle sue divertenti creazioni. Infatti, fu accusato più volte di antisemitismo, razzismo, e anche di maschilismo, in quanto si racconta che facesse solo colorare e non disegnare le sue collaboratrici donne. Tante leggende accompagnano questa figura, considerata dai più quasi come un personaggio mitologico, a sua detta più popolare di Gesù, e per alcuni addirittura ibernato sotto l’attrazione de I Pirati dei Caraibi a Disneyland. In fondo, però, quello che conta davvero per noi è ciò che ci ha regalato con un foglio, una matita e dei colori, facendo muovere quei personaggi che abbiamo imparato ad amare e che amiamo ancora oggi, a più di cinquanta anni dopo la sua scomparsa (avvenuta il 15 dicembre 1966), cinquanta anni dopo l’ultimo ciuf ciuf di quel treno magico con cui ha fatto viaggiare tutti noi e che grazie ai suoi collaboratori non ha mai smesso di sferragliare.

Mattia Lobosco per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.