C’era una volta il Surrealismo: il maestro André Breton

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André Breton
André Breton nel 1924

André Breton fu il teorico ed il poeta del Surrealismo, il maestro indiscusso del movimento al quale aderirono artisti come Luis Buñuel, Salvador DalíMax Ernst, Man Ray e René Magritte. Allievo del filosofo André Cresson, Breton nacque a Tinchebray il 19 febbraio 1896 e sin da giovane dimostrò una predisposizione per la poesia, specie quella dei maledetti Baudelaire e Mallarmè, e per l’arte figurativa di Moreau e Signac.

Amico di Tristan Tzara, nel 1920 aderì al nascente movimento dadaista che abbandonò poco tempo dopo perché considerato noioso e superato. Nel 1924 nacque il Surrealismo e venne pubblicato il primo Manifesto del Surrealismo (Manifeste du Surréalisme) firmato da Aragon, Breton, René Crevel, Robert Desnos, Paul Éluard, Pierre Naville, Benjamin Péret, Soupault e Roger Vitrac.

Il Surrealismo è «automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale». I surrealisti capirono presto che il sogno meritava più spazio nella civiltà moderna e l’arte doveva esprimere i pensieri e le immagini dell’inconscio, quelli che vanno oltre la realtà conosciuta.

Il Surrealismo si fonda sull’idea di un grado di realtà superiore connesso a certe forme di associazione finora trascurate, sull’onnipotenza del sogno, sul gioco disinteressato del pensiero. Tende a liquidare definitivamente tutti gli altri meccanismi psichici e a sostituirsi ad essi nella risoluzione dei principali problemi della vita.

La revolution surrealiste

Breton fu influenzato da Sigmud Freud e la sua L’interpretazione dei sogni, scrisse infatti nel 1924 «Io credo alla risoluzione futura di questi due stati, in apparenza così contraddittori, che sono il sogno e la realtà, in una specie di realtà assoluta, la surrealtà».

In pochissimi anni, il Surrealismo divenne l’avanguardia più importante e conosciuto al mondo e si sono unirono anche Marcel Duhamel, Jacques Prévert e Guillaume Apollinaire. Il maggiore esponente, in campo artistico, fu sicuramente Salvador Dalí che più di una volta dichiarò «Il Surrealismo sono io». Il suo metodo era quello paranoico-critico, basato sempre sul sogno ma anche sui pensieri più profondi che emergono durante uno stato di totale paranoia. La paranoia era per l’artista «una malattia mentale cronica, la cui sintomatologia più caratteristica consiste nelle delusioni sistematiche, con o senza allucinazioni dei sensi. Le delusioni possono prendere la forma di mania di persecuzione o di grandezza o di ambizione».

Nel 1929, sulla rivista La Révolution Surréaliste, fu pubblicata anche la sceneggiatura di Un chien andalou di Buñuel e Dalí, il film più rappresentativo di questo periodo.

Tristan Tzara, Paul Eluard, André Breton, Hans Arp, Salvador Dalí, Yves Tanguy, Max Ernst, Rene Crevel e Man Ray fotografati da Anna Riwkin-Brick nel 1930

La vita di André Breton però non fu semplice: nel 1940 fu pubblicata l’opera Anthologie de l’humour noir, ma il libro venne subito censurato poiché il suo nome figurava tra gli appartenenti al partito comunista. L’unica alternativa fu l’esilio. Dopo aver viaggiato a lungo in Francia, giunse a New York dove conobbe Peggy Guggenheim. Tornato in patria, trovò un ambiente del tutto diverso: il Surrealismo era ormai superato. Per rilanciare il movimento, fu ugualmente organizzata una mostra con l’artista Duchamp ma il Surrealismo fu stroncato dalla critica. I tempi erano ormai cambiati.

Dopo una crisi respiratoria Breton morì il 28 settembre 1966.

Fatevi portare di che scrivere, dopo esservi sistemato nel luogo che vi sembra più favorevole alla concentrazione del vostro spirito in sé stesso. Ponetevi nello stato più passivo, o ricettivo, che potete […] Scrivete rapidamente senza un soggetto prestabilito, tanto in fretta da non trattenervi, da non avere la tentazione di rileggere. La prima frase verrà da sola.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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