Psicologia: place identity, l’identità affettiva dei luoghi

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Nessun luogo è neutro, e qualunque spazio trasmette e cattura energia. Nello specifico, in psicologia si parla di place identity, riferendosi a una sottostruttura della self identity che implica dimensioni cognitive, emotive e mnestiche. L’Oxford Dictionary pone una differenza tra i termini “home” e “house”. Il secondo fa riferimento prevalentemente a una dimensione oggettiva, come se la casa fosse un mero contenitore oggettivo. “Home”, invece, è molto di più: rimanda a un simulacro emotivo e affettivo. La place identity si sviluppa con gli anni, ed è un attaccamento che dipende dalla persona stessa e dal suo vissuto. Molto spesso capita di leggere parole di scrittori (da Proust a Nabokov) che rievocano memorie infantili in cui una determinata stanza della casa era pregna di odori, sensazioni, visioni e volti più o meno amici.

La culla dondola sopra un abisso e il buonsenso ci dice che la nostra esistenza è solo un breve spiraglio di luce tra due eternità fatte di tenebra (Nabokov)

Nella mente, si accumulano costantemente elementi che vengono poi ritrasposti nei luoghi in cui la persona si avverte a casa, al sicuro: da questo si origina la place identity, dal sentore di sicurezza, sicurezza che Abraham Maslow inserisce all’interno della piramide dei bisogni. Complici anche le persone, l’attaccamento ai luoghi può essere anche negativo: un luogo si può anche odiare ed evitare in quanto connotato da emozioni spiacevoli. In generale le discrepanze tra l’identità di una persona e il luogo fisico in cui risiede inducono l’individuo a tentare di modificare l’ambiente secondo l’immagine più congruente all’immagine di sé.

L’identità di luogo rappresenta l’insieme delle cognizioni sull’ambiente fisico nel quale l’individuo vive che servono a definire, mantenere e proteggere l’identità di una persona e comprende un forte attaccamento emotivo a particolari luoghi (Proshansky)

La possibilità di trasformare concretamente un ambiente è determinata dalle risorse fisiche, psichiche ed economiche del soggetto. La dimensione affettiva dell’attaccamento ai luoghi è determinante per la costruzione dell’identità: l’intensità, la durata, la qualità e la continuità delle emozioni vissute in un luogo sono le dimensioni fondamentali dell’attaccamento.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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