Versailles, su Netflix la vita di Luigi XIV, senza censure

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Ci sono alcune realtà che permangono intatte nel tempo, senza logorarsi nonostante il trascorrere degli anni e dell’affacendarsi di presenze superflue intenzionate a sminuirne il valore. La magnificenza di luoghi quali la reggia di Versailles è senza dubbio eterna, e lo conferma il fatto che ogni giorno la sala degli specchi s’illumina del bagliore dei raggi del sole, che rifrangono la quint’essenza della vanità di Luigi XIV, oggi come nel 1682. La personalità del Delfino di Francia è stata dettagliatamente ritratta da una serie tv franco-canadese, inizialmente trasmessa da Canal + e attualmente disponibile su Netflix: Versailles. Le vicende raccontate prendono avvio dal matrimonio di Filippo duca d’Orleans, fratello del re, con Enrichetta d’Inghilterra. Si arriverà poi a seguire lo scontro con l’Olanda di Guglielmo d’Orange per soffermarsi sul caso della maschera di ferro, che tra leggenda e realtà ha attratto gli interessi di molti.

Luigi XIV fece costruire la reggia di Versailles a 28 anni, quando comprese che non vi era nulla di più importante che raccogliere attorno a sé la cerchia di nobili, al fine di poterli controllare. Con il richiamo dei broccati d’oro, delle fontane zampillanti e delle enormi ricche sale ammobiliate d’antichi splendori, il Re Sole attirò a sé l’aristocrazia e la ammaliò con i suoi ninnoli preziosi, salvo poi stringerla in pugno più o meno celatamente. Obbligò gli imbellettati dal sangue blu a seguire le uniche regole che conoscesse: le sue. Dall’editto di Nantes alla persecuzione dei protestanti fino agli scontri in prima persona con il popolo francese, le Roi Soleil ammaliò e di seguito turbò con le sue gesta, che hanno lasciato un segno. Nel bene e nel male.

Il cast non delude le attese: George Blagden (Luigi XIX) cattura lo sguardo e permette un’immedesimazione totale, il duo inseparabile Alex Vlahos (Filippo d’Orleans) – Evan Williams (Chevalier de Lorraine) conqusita lo spettatore, che viene attirato in una liaison nevroticamente meravigliosa. Oltre a Tygh Runyan nel ruolo di Fabien Marchal, un ruolo per nulla marginale lo hanno le attrici, che restituiscono ognuna a modo proprio il fascino e soprattutto l’acume di cui necessitavano le donne dell’epoca per sopravvivere alla corte, fittamente addobbata di apparenti buone maniere. Versailles è un piccolo gioiello d’altra epoca, imperdibile per chi è costretto ad osservarla solo da lontano.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

 

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