#1B1W – “La Donna Formiana in posa da Grand Tour”, un viaggio artistico femminile

0 373

La Donna Formiana in posa da Grand Tour (Ali Ribelli Edizioni, 2019) , è il titolo di uno stimolante viaggio iconografico – e non solo – tra le bellezze naturali di una città – Formia – e le sue donne, che sono state oggetto di attrazione per i grandi filoni turistici/artistici del “Grand Tour”, quel lungo viaggio che, tra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo, conduceva da Roma a Napoli percorrendo la via Appia e che – come tappa obbligata – aveva per l’appunto la città, attualmente in provincia di Latina – che finiva col rapire i viaggiatori col suggestivo incanto dei suoi borghi di Mola e Castellone.

Le bianche case di Mola di Gaeta, distanti circa mezzo miglio dalla villa di Cicerone, si estendono lungo la costa. Una flotta di barche di pescatori sono all’ancora o adagiate sulla riva. Il passaggio si sussegue in un panorama di splendida bellezza. Le donne sembrano provenire dalla favola di Circe, le cui bellezze e costumi sono state citate con ammirazione per lungo tempo. Lady Morgan.

L’opera – a cura di Renato Marchese, con i commenti artistici e sociali di Palma Aceto e Patrizia Menanno e la prefazione di Anna Laura Tocco – nasce dal grande amore che i suoi autori hanno per la loro città e per la salvaguardia della sua “memoria storica”, il tutto attraversando il realismo pittorico delle raffigurazioni della donna formiana che risulta formosa, vestita di abiti colorati e drappeggiati, tra veli sul capo ed acconciature particolarmente intrecciate ed arricchite di caratteristiche “spadette”, “spadette sane”, “galani” e fettucce di vario colore, indicative della condizione civile e sociale.

Il tutto in grado di evidenziare non solo la particolarità delle loro fattezze fisiche, ma anche la loro condizione sociale, senza trascurare i dettagli

Antonia De Francesco con “Le Donne Formiane in posa da Grand Tour”

dei loro volti. Sembianze che – spesso – entrano in contrasto con il resto del loro aspetto, rivelando in realtà sentimenti contrastanti: dalla rassegnazione di un ruolo sociale alla consapevolezza di una “posa” per chi quello della modella per gli artisti di passaggio, l’aveva scelto come mestiere. Dunque se è vero che pensando ad una donna per un’intitolazione toponomastica è risultato difficile trovarne una – come si legge nell’introduzione di Renato Marchese pensando a come sia nata l’idea del libro – bisogna però riconoscere che l’estesiante rapimento che vivevano gli artisti intenti nel Grand Tour che finivano col rimanere a Formia e dipingere le sue caratteristiche donne, ci consente – ad oggi – di restituirci parte di quella storia cittadina al femminile che – altrimenti- sarebbe stata sommersa nell’oblio.

Ammirare in questo volume le opere di Alessandro D’Anna, Saverio Della Gatta, Ludwig Emil Grimm, Francois Seraphin Delpech, Francois Debret, Johann Heinrich Ramberg, ed ancora Charles Philippon, Jorgen Valentin Sonne, Williams Penry, Wilhelm Dietrich Lindau, Francesco Vittozzi, Pasquale Mattej, Guillaume Boidinier, Michael Kovacs, Theodore Chasseriau, Jozsef Molnar, Filippo Indoni, Jodocus Sebastiaen (o Josse Sebastien) Van Den Abeele, William Adolphe Bouguereau e Viel Lamare, ci consegna la misura dell’interesse artistico suscitato dalla città di Formia.

Una raccolta preziosa, tanto quanto il suo potere evocativo e testimoniale, corredato anche di un racconto Il fidanzameno di Nunzia– quasi potremmo dire in appendice – nato dall’immaginazione di Anna Laura Tocco in relazione ad un dipinto di cui, pur riportandone l’esistenza, al momento della stesura non è stato possibile rintracciare alcun altro dettaglio relativo all’autore e alla sua raffigurazione.

Chi era – dunque- la donna formiana? Era La moglie del pescatore di Mola, erano Donne alla fontana di Rialto, era una Popolana, era una Contadina di Mola con cane e spighe di grano sotto il braccio, era La moglie del mugnaio di Mola, per citarne alcuni, ma soprattutto era una donna – anche se non all’apparenza – profondamente forte e volitiva, che contribuiva alla vita familiare in modo essenziale ed indispensabile.

La donna formiana era in potenza la donna che oggi è – per me – qualsiasi donna: l’unica rivoluzione della bellezza.

Antonia De Francesco per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.